Attenzione
«Piombino con noi? Si può fare»
Alfredo Faetti
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RIFIUTI. Potrebbe partire da qui la fusione di Piombino con la Maremma Gestione dei rifiuti, parla il vicepresidente dell'Ato, Massimo Ricci
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GROSSETO. Fino ad ora sul piatto c'erano soltanto parole (quelle del sindaco di Piombino Gianni Anselmi) e qualche ragionamento geopolitico. Adesso, arrivano anche degli atti concreti. Atti che, seppur piccoli, sembrano confermare l'intento dei Comuni della Val di Cornia di passare dalla provincia di Livorno alla Maremma. Scelte autonome, fatte da ogni singolo consiglio comunale. Ma tutte indirizzate nella stessa direzione: avvicinarsi alla provincia grossetana. E così per i rifiuti i Comuni della Val di Cornia fino a quello di San Vincenzo hanno approvato le delibere per entrare a far parte all'Ato Toscana Sud Siena Arezzo Grosseto per la gestione del servizio, preferendolo all'Ato Toscana Costa Livorno. L'obiettivo è quello di ricercare un'ottimizzazione sul piano industriale, della gestione dei servizi e delle tariffe, come hanno spiegato gli assessori piombinesi. Una strada scelta in maniera «autonoma», vuole ribadire Massimo Ricci, responsabile dell'Ato 9 Grosseto. «Non c'è stato alcun contatto. Anche noi abbiamo appreso la notizia dai giornali». Ma in ogni caso una strada percorribile. «Per l'impostazione che abbiamo dato al nostro lavoro, in vista del gestore unico, - continua Ricci - una potenziale entrata dei Comuni della Val di Cornia non comporterebbe nessuno stravolgimento». Il perché è molto semplice. «Le tre aree individuate dall'Ato Toscana Sud (Grosseto, Arezzo e Siena) sono dotate dei rispettivi piani provinciali per la gestione dei rifiuti. Sono tre zone autosufficenti da questo punto di vista. Anche il grossetano, con l'imminente apertura dell'impianto delle Strillaie, lo sarà». E allo stesso modo, «anche la zona Val di Cornia, per quanto mi risulta - dice Ricci - è autosufficente». Anzi: «hanno una capacità di offerta superiore rispetto alla domanda». Tradotto: nella gestione dei rifiuti i Comuni del sud livornese non solo sono autosufficenti, ma avanza loro anche qualcosa. Insomma, un'ipotesi fattibile, che non può essere ignorata sul piano politico. Anche perché di un'ipotetica annessione del piombinese alla Maremma si è già parlato qualche mese fa, quando Anselmi elogiò le qualità della provincia di Grosseto, senza nascondere (magari solo provocatoriamente) il suo intento di trasferire il suo Comune al di là del confine. Un'idea subito ben vista dai massimi politici maremmani, dal presidente Leonardo Marras al deputato Luca Sani, e dai settori in cui il sindaco di Piombino aveva individuato i possibili legami, dal turismo alla sanità. Soprattutto in quest'ultimo settore il matrimonio è ben visto, come è tornato a ribadire venerdì, in occasione dell'inaugurazione di nuovi reparti all'ospedale di Massa Marittima, il presidente della Società della Salute delle Colline Metallifere Luciano Fedeli. «Dobbiamo cercare di creare il miglior servizio possibile per il territorio, in modo collaborativo anche con le strutture della Val di Cornia. Attenzione: non un unico presidio, ma un la creazione di un sistema nel settore sanitario».
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