Sicurezza
«Sia chiaro: non siamo una miniera d'oro»
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PORTO S. STEFANO. Fino a sessanta richieste di risarcimento danni in un anno per essere scivolati, inciampati, incespicati su tombini sporgenti, dislivelli dell'asfalto, buche. Sono tante in un comune come quello di Monte Argentario che conta 13mila abitanti (anche se in estate la popolazione quadruplica). Negli uffici comunali c'è chi scuote la testa a vedere la mole di lettere pervenute «e che chiedono anche 13mila euro per una distorsione», lamentano gli impiegati. O sarà forse colpa delle condizioni delle strade? La domanda al sindaco, Arturo Cerulli. «Cosa posso dire?», risponde il primo cittadino. «Ci sono tante situazioni. Certe volte, è vero, c'è la buca, non lo voglio nascondere. Però non nego che, in alcuni casi, ci vorrebbe una maggiore attenzione quando si cammina o si va per la strada». È anche vero che non tutte le richieste vengono accolte. E anche quelle che finiscono in causa non necessariamente danno ragione ai ricorrenti. «Spesso l'assicurazione dà torto ai cittadini - conclude Cerulli - e comunque deve essere chiaro un concetto: il Comune non è una miniera d'oro. Ed è l'ora che la gente lo capisca». (f.f.)
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