Il Tirreno

Grosseto

Protesta contro le concessioni demaniali all’asta: domani la carovana nazionale farà sosta a Grosseto e Capalbio

No Bolkestein, l'Argentario è fuori dal coro

Renzo Wongher
<strong>FUORI DEL CORO </strong>Il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli
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FUORI DEL CORO Il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli

Domani la marcia dei balneari: sindaci in prima fila, ma Cerulli non ci sta

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GROSSETO. Una nutrita delegazione di balneari della Toscana martedì si incontrerà a Roma con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e col ministro del turismo Luigi Gnudi. La carovana partirà da Viareggio nella prima mattinata di domani. Concessioni sulle quali insistono centinaia di attività "storiche" che - in virtù di una direttiva europea che vuole liberalizzare il mercato - sono a rischio di sopravvivenza. Il "corteo" partirà da Viareggio nella prima mattinata di domani. Dopo una sosta a Tirrenia, sarà Grosseto a ospitare il gruppo, con i saluti delle autorità cittadine, che hanno confermato la loro presenza. L'arrivo in piazza Barzanti è previsto per le 13 circa. A seguire l'attesa tappa di Capalbio, che accoglierà la "derovana" (questo il nome del colorato "carrozzone" in marcia) a Borgo Carige. A ricevere i balneari il sindaco Bellumori, tra i più attivi sul fronte della protesta e che guiderà il 20 a Roma la delegazione istituzionale maremmana (Comuni di Capalbio, Castiglione, Grosseto e Follonica) all'incontro con Fini.  «Il movimento di protesta dei balneari italiani contro le aste delle concessioni demaniali - dice proprio Bellumori presentando la giornata - convergerà a Roma in tutta la sua forza. Gli eventi in programma sono tanti e si spera che attirino un gran numero di balneari nella Capitale. Il Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano ha deciso infatti di seguire quanto suggerito dalle autorità europee a Bruxelles, rivolgendo direttamente a Roma la richiesta di una soluzione al problema delle evidenze pubbliche, che riguarderebbe gli stabilimenti balneari esistenti a partire da gennaio 2016».  La Maremma marcia dunque compatta contro la famigerata direttiva "Bolkestein"? Non proprio. Perché, come molti hanno notato da tempo, dal "gruppone" spicca l'assenza del sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli. Che su questa battaglia proprio non c'è.  «È vero», conferma lo stesso Cerulli. «La nostra assenza però è dovuta a un concetto molto chiaro. Noi riteniamo che lo Stato deve fare lo Stato, l'Europa deve fare l'Europa, noi dobbiamo fare il Comune. In fin dei conti siamo tenuti a rispettare quanto impongono le leggi anche se a volte ci piacciono e altre volte no. Inoltre voglio sottolineare che vedo grande differenza tra la nostra situazione (pontili) e quella di chi lavora nel settore turistico ricreativo. Una cosa sono le spiagge e altra sono i pontili per la nautica da diporto. Qui stiamo parlando dei pontili, nei confronti dei quali la posizione del Comune di Monte Argentario è molto precisa. Faccio riferimento per esempio anche alle piccole pedane come Moletto, Caletta, ecc. È chiaro che queste sono strutture dove la gente ci lavora; non siamo di fronte a grossi capitali, o a grossi movimenti speculativi, o a situazioni di grossi profitti. Siamo di fronte a chi gestisce uno stabilimento balneare e ci lavora lui stesso, gestisce il bar e ci lavora lui stesso, ha la pedana e ci lavora lui stesso, quindi un approccio completamente diverso dal fenomeno "pontili". Ciononostante non credo corretto che sia il Comune a intervenire. Il Comune non può combattere contro l'Europa. La linea della liberalizzazione è un qualcosa che riguarda lo Stato e i suoi governanti. Sia poi ben chiaro: sono i tecnici che rilasciano le concessioni non è il sindaco. Il sindaco può anche farsi bello e bellino dicendo che lui "vorrebbe". Ma un conto è volere e un conto è potere. Comunque, c'è tempo fino al 2015 per risolvere la questione...».

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