Il Tirreno

Grosseto

Pericoli anche per alcune specie di uccelli che ancora non sono partite per l’Africa

Freddo e gelo almeno fino a Natale

Gabriele Baldanzi
La formazione sulla ciminiera della Tioxide
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La formazione sulla ciminiera della Tioxide

Il crollo improvviso delle temperature mette in crisi piante e colture

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 GROSSETO. È arrivato l'inverno anche in Maremma. Da ieri temperature finalmente in linea con il calendario. Oggi altri fiocchi di neve sono attesi sulla corona amiatina e nel comprensorio metallifero alle quote più alte (sopra i 500 metri di altezza). Sì, perchè diversi paesi - Tatti, Montieri, Boccheggiano, Roccatederighi, Sassofortino - già ieri mattina si erano "risvegliati" sotto una coltre bianca.  Dopo i tanti proclami di mitezza invernale si materializza quindi l'inversione di tendenza. La recrudescenza sarà avvertita soprattutto oggi e nei prossimi giorni, quando avremo gelate in pianura al mattino e venti da nord, che porteranno aria polare. La conferma arriva dall'analisi di Roberto Madrigali, esperto di clima e metereologo di Tv9. «Il trend sta cambiando e l'inverno adesso farà la voce grossa. Era impensabile, d'altra parte, che il Mediterraneo e lo Stivale, rimanessero costantemente in questo limbo meteo-climatico». Dal 18 dicembre avremo una progressione di ingerenza artica, che si prolungherà al periodo natalizio. Oggi di nuovo precipitazioni piovose su buona parte della Maremma e, dal pomeriggio, probabilità di nevicate nella zone interne. Venti tendenti a disporsi da nord-est. Intanto, però, il clima mite di questo autunno, l'inverno in ritardo, qualche effetto l'hanno già prodotto. Lo si riscontra nella fauna e nella flora, nel ciclo della natura che, per primo, risente delle anomalie. I primi segnali che il clima quest'anno è stato diverso sono arrivati dall'avifauna. Il Cavalieri d'Italia è stato avvistato di recente nel padule della Diaccia Botrona. Si tratta di esemplari che hanno deciso di trascorrere qui anche i mesi più freddi invece di migrare nell'area subsahariana per lo svernamento. Di solito i Cavalieri partono a settembre-ottobre e tornano a marzo-aprile. Un discorso analogo vale per l'assiolo. Si nutre di insetti e per questa ragione a settembre, ogni anno, parte per luoghi più caldi e ricchi di cibo per poi rientrare in marzo. Negli ultimi due mesi diversi esemplari hanno cantato di notte, anche a Grosseto.  Non solo. Anche gli ulivi, stimolati dal caldo, sono in ripresa già da novembre e una gelata, in alcune aree sarebbe micidiale. Infine i cereali. «Sotto la neve ci sta il pane». Così recita un proverbio dei nonni. Il freddo è fondamentale per il grano e per i cereali, perché favorisce la cosiddetta fase di accestimento, altrimenti le spighe iniziano a crescere anzitempo

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