La manifestazione
Ex Mabro. «Era un decoro in spirito natalizio, la Cgil cerca scuse per far fuori le rsu»
E' scontro per due stelline rosse
Francesca Gori
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LO STRISCIONE. Contestato dalla Cgil per le due stelle rosse disegnate Centenari: «Usati simboli delle Br». Le vestaglie azzurre: «Assurdo»
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GROSSETO. «Il massimo che pensavo di poter fare in vita mia è organizzare una cena, non di essere assimilata a una brigatista». Manola Mengozzi è una delle rappresentanti sindacali della Mabro. Una di quelle che tre giorni fa, insieme alle sue compagne, ha preso la stoffa e i pennarelli e si è messa a scrivere striscioni. Una delle tante vestaglie azzurre che giovedì mattina ha sfilato in centro, dietro a quella scritta: «Ridateci il nostro futuro». Sotto, la firma: R.s.u Cgil, tra due stelle completamente colorate di rosso. «Due grechine - dice Elena Moschini - di quelle che si usano per riempire gli spazi bianchi. È Natale, e sono venute fuori le stelle. Fosse stata Pasqua, magari, ci si disegnava l'uovo». Davanti a quello striscione, l'abbraccio del sindaco Bonifazi. Su quella scritta, gli occhi di carabinieri e polizia, che su quelle stelle non hanno avuto nulla da ridire. Le vestaglie azzurre non le hanno digerite le parole del segretario provinciale della Cgil Lorenzo Centenari. Lui, ha preso le distanze da quello striscione, dicendo che il nome del sindacato che rappresenta non poteva stare accanto a quelle stelle dal sapor di terrorismo. Un'accusa che ha lasciato senza parole le operaie della Mabro. Tante di loro, la differenza tra la stella a cinque punte, quella racchiusa nel cerchio e disegnata sui muri (mai negli striscioni) negli anni di piombo e le due stelle rosse sul loro striscione, non sanno nemmeno quale sia. Hanno occupato la fabbrica, hanno fatto quello che di solito cercano di impedire ai loro figli, a scuola. Si sono trasformate in oppositrici per stanchezza, per disperazione. Ma la violenza è un'altra cosa. Non ce n'è, in queste donne con i ferri da calza legati ai gomiti, che cuciono abiti e che quelle trecento euro di tredicesima li aspettavano a gloria. «L'ho sempre detto - aggiunge Manola - io faccio la sartina da sempre. Ma quali brigate rosse, stanotte non c'ho dormito». Perché quell'attacco, è arrivato proprio dal loro segretario. «È stata una bassezza - aggiunge Patrizia - fatta solo per cancellare le rsu. Ma se credono di andare avanti su questa strada, siamo pronte a restituire alla Cgil le nostre tessere». Eppure, chi era dietro a quegli striscioni, il sindacato lo ha nel cuore da una vita. Ma ora siamo di nuovo arrivati al muro contro muro. «Una stella cometa è una cosa, una stella rossa a cinque punte un'altra - ribadisce il segretario della Cgil - e da questa cosa noi abbiamo preso le distanze. Se poi non è così, lo dicano chiaramente. Quella della Mabro è una vertenza difficile, dobbiamo stare attenti». In ballo ora c'è davvero di tutto. C'è la spaccatura tra i lavoratori, c'è l'intenzione, da parte dei sindacati, di spingere verso la creazione dell'rsa cancellando il lavoro fatto dalle rsu. Una spinta, pare, che arriva anche per un regolamento di conti tra la vecchia e la nuova rappresentanza sindacale.
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