Il Tirreno

Grosseto

Tutti assolti per la Rta Il Castiglione

Pierluigi Sposato
<b>IERI.</b> Una delle proteste davanti a Il Castiglione
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IERI. Una delle proteste davanti a Il Castiglione

Il giudice non accoglie le tre richieste di condanna avanzate dal pm

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 GROSSETO. Assolti. Tutti assolti. Nessun colpevole al termine del processo per la presunta lottizzazione abusiva de Il Castiglione, il complesso residenziale sulla Castiglionese per il quale sarebbe stata mutata la destinazione d'uso da Rta (residenza turistico alberghiera) a immobili per abitazioni private, senza permesso e senza che vi fossero le caratteristiche turistico-alberghiere necessarie per strutture di quel genere.  Così ha deciso il giudice Michele Addimandi al termine di un processo particolarmente lungo e delicato, nato dai sequestri del 2007, con 38 parti civili (i promissari acquirenti), cui si era aggiunta anche Legambiente: assoluzione per Ivo Giusti, già proprietario firmatario della Dia del 2004; per Giorgio Savonarola, già direttore di Antonveneta che aveva finanziato i mutui e che avrebbe rassicurato i contraenti sulla legittimità dell'operazione; per Rossana Chionsini e Gian Paolo Fornasiero, tecnici comunali responsabili del procedimento amministrativo; per Chiara Marrata e Franco Fantoni, tecnici comunali incaricati dell'istruttoria. Sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Invece, con la formula del 530 secondo comma, sono stati prosciolti il proprietario, esecutore e firmatario della Dia del 2005, Luca Collini, e il progettista Lorenzo Mugnai: il fatto non sussiste. Il giudice ha disposto il dissequestro e «la restituzione agli aventi diritto». Già: chi sono oggi gli aventi diritto?  L'ultima udienza del processo, un'ora e mezz'ora o poco più, è stata affollata come tante altre precedenti. La prima c'era stata il 5 marzo 2009. Ieri mattina il servizio di sicurezza del Tribunale aveva previsto la presenza precauzionale di un carabiniere in aula. Non è accaduto nulla ma il disappunto (se non di peggio) dei presenti era più che evidente. Il pm Maria Navarro è intervenuta in apertura per dimostrare la validità del decreto di citazione di Collini, contestato in una precedente udienza, ma non è rimasta alla lettura del dispositivo, avvenuta verso le 11.  Da ieri è iniziata l'attesa per le motivazioni, che saranno depositate entro tre mesi, su cui fondare eventuale appello. All'udienza del 7 ottobre, la Procura aveva chiesto tre condanne (1 anno e 6 più 40 mila di ammenda mesi per Collini, Mugnai e Savonarola) salvaguardando però l'immobile, di cui era stato chiesto il dissequestro (in caso di lottizzazione abusiva è prevista la confisca) e comunque ritenendo non responsabili i tecnici comunali e il precedente proprietario. L'11 novembre era stata la volta delle difese. Ieri l'atto finale, con brevi repliche prima che il giudice si ritirasse per mezz'ora in camera di consiglio prima di tornare per la lettura del dispositivo.

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