Proteste
Sullo skateboard a 70 anni cade e chiede un risarcimento
La cultrice della tavola, protagonista di questa vicenda, è una signora che, all’epoca, aveva 70 anni. Tradita dalle rotelle e dal selciato pretende un risarcimento da parte del Comune di Monte Argentario
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO SANTO STEFANO. Non si sa se indossava paragomiti e ginocchiere, se sfrecciava in free style, faceva lo slalom tra i passanti o era impegnata in qualche “trick”, le acrobazie che fanno volare la tavola sotto i piedi. Fatto sta che una skateboarder di Porto S. Stefano si è infilata con le rotelle in una buca del selciato. È finita a gambe all’aria, si è fatta male e ha chiesto i danni al Comune di Monte Argentario. Un incidente come ne capitano tanti, tra chi inciampa nei tombini e chi si sloga una caviglia nei sampietrini. Cosa c’è di tanto strano? Che la cultrice della tavola, protagonista di questa vicenda, è una signora che, all’epoca, aveva 70 anni. Avete letto bene: 70.
Il “fattaccio” è successo un paio di anni fa a Porto Santo Stefano. E, tolti eventuali testimoni oculari delle evoluzioni della signora, sarebbe passato inosservato se l’arzilla - o quanto meno assai sportiva - nonnina non avesse deciso di chieder conto al sindaco. Perché, in fondo, chi l’ha detto che una settantenne non debba girovagare in città con i piedi ben piantati sulla tavola, il sinistro avanti, il destro dietro a spingere sull’asfalto come una qualsiasi adolescente? L’importante è che quell’asfalto sia liscio, sennò son guai. E, in questo caso, i guai sono arrivati anche per l’economato del Comune che, appunto, si è visto recapitare una richiesta di risarcimento danni.
La signora - della quale per motivi di privacy il Comune non può divulgare il nome - riferisce che stava «procedendo sullo skaterboard in piazzale dei Rioni» quando è caduta «a causa di una buca che si trovava sulla strada». Non è dato sapere se stesse usando il suo skateboard personale o se, più verosimilmente, stesse giocando con un nipotino. La lettera non riferisce dettagli e in Comune le bocche sono cucite. Al momento, comunque, non c’è alcuna causa in corso, ma solo una richiesta generica, che non specifica neppure l’entità del risarcimento atteso ma rimanda solo a successive indagini mediche. Tanto che, dopo 24 mesi, la pratica è ancora in piedi.
Il “fattaccio” è successo un paio di anni fa a Porto Santo Stefano. E, tolti eventuali testimoni oculari delle evoluzioni della signora, sarebbe passato inosservato se l’arzilla - o quanto meno assai sportiva - nonnina non avesse deciso di chieder conto al sindaco. Perché, in fondo, chi l’ha detto che una settantenne non debba girovagare in città con i piedi ben piantati sulla tavola, il sinistro avanti, il destro dietro a spingere sull’asfalto come una qualsiasi adolescente? L’importante è che quell’asfalto sia liscio, sennò son guai. E, in questo caso, i guai sono arrivati anche per l’economato del Comune che, appunto, si è visto recapitare una richiesta di risarcimento danni.
La signora - della quale per motivi di privacy il Comune non può divulgare il nome - riferisce che stava «procedendo sullo skaterboard in piazzale dei Rioni» quando è caduta «a causa di una buca che si trovava sulla strada». Non è dato sapere se stesse usando il suo skateboard personale o se, più verosimilmente, stesse giocando con un nipotino. La lettera non riferisce dettagli e in Comune le bocche sono cucite. Al momento, comunque, non c’è alcuna causa in corso, ma solo una richiesta generica, che non specifica neppure l’entità del risarcimento atteso ma rimanda solo a successive indagini mediche. Tanto che, dopo 24 mesi, la pratica è ancora in piedi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
