Il Tirreno

Grosseto

Mare Sì, la Baldi rischia il processo

Paola Villani
Mare Sì, la Baldi rischia il processo

Indagini chiuse, il sindaco potrebbe dover rispondere di diffamazione

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 FOLLONICA. Un processo per diffamazione: è il rischio concreto che corre il sindaco di Follonica. Ieri mattina Eleonora Baldi ha ricevuto dalla Procura della Repubblica di Grosseto un avviso per la conclusione delle indagini preliminari sulla denuncia presentata dalla cooperativa Mare Sì contro di lei per diffamazione. Sotto i riflettori una frase contenuta in un comunicato stampa firmato dalla Baldi.  Il sindaco, nel maggio scorso, aveva inviato una nota scritta di suo pugno agli organi di informazione, dove trattava appunto l'argomento del villaggio turistico. Una dichiarazione in particolare ha suscitato l'ira dei soci della cooperativa: «Sarebbe stato come se, facendo le dovute proporzioni, lo Stato trattasse con la mafia per spartire le reciproche sfere di sovranità», scrisse la Baldi, provocando la reazione della querela. Una frase con la quale il sindaco commentava le ultime vicende relative al villaggio Mare Sì, nello specifico la mancata apertura della struttura turistica col conseguente licenziamento di alcuni dipendenti.  La questione è sorta dal momento in cui l'amministrazione comunale avviò un procedimento per presunte lottizzazioni abusive all'interno del villaggio.  La proprietà della struttura aveva poi, come prassi vuole, inviato al Comune le documentazioni varie che dovevano confutare quell'ipotesi di illegittimità; documentazioni che all'epoca delle "frasi incriminate" della Baldi erano al vaglio degli uffici. Dopodiché arrivò la notizia della decisione della cooperativa di non aprire per la stagione turistica 2011 per mancanza di prenotazioni. In quel frangente della complicata vicenda si colloca la dichiarazione della Baldi.  «Il mio ruolo rimane immutato», ha commentato ieri nel primo pomeriggio il sindaco durante una conferenza stampa convocata d'urgenza in sala della giunta. «Ho fiducia nella magistratura».  E se si arrivasse, come è ormai molto probabile, davanti al giudice, quale sarà il suo atteggiamento nei confronti della città che governa? Si dimetterà se ci sarà una condanna per diffamazione? «No, perché questa vicenda non ha influenze sulla dignità del sindaco», risponde.  Ora entro venti giorni i legali della Baldi (la difesa è in mano a uno studio di Perugia) potranno inviare delle memorie difensive, dopodiché starà alla Procura decidere se andare avanti o archiviare la pratica.  La pena per il reato di diffamazione a mezzo stampa è la reclusione da sei mesi a tre anni o una multa non inferiore a 516 euro.

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