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Grosseto

Mabro, è spaccatura. La Cisl: «Vedo mania di protagonismo»

Cgil: «No a striscioni così» e la Uil esce dalla Rsu

<b>MABRO </b>Lo striscione con le stelle contestato dalla Cgil
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MABRO Lo striscione con le stelle contestato dalla Cgil

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 GROSSETO. La delicata vertenza Mabro porta con sé anche una profonda spaccatura fra sindacati e Rsu. Proprio ieri la Cgil, confermando di continuare a seguire le vestaglie azzurre da vicino, ha preso le distanze dagli striscioni esposti durante la manifestazione. E la Uil, non condividendo la decisione di fare sciopero, medita di uscire dalla Rsu, finora unitaria, costituendo una Rsu autonoma. Infine la Cisl parla di «mania di protagonismo».  La UIl esce. Gianni Baiocco, segretario della Uil di Grosseto, non usa giri di parole: «Alla ex Mabro sarebbe opportuno finirla una buona volta con il sindacalismo muscolare, urlato ed esibito e cercare di farla diventare una fabbrica normale. Gli isterismi e la demagogia di questi giorni sono fini a se stessi, dato che non aggiungono una virgola alla soluzione dei tanti problemi che ha quell'azienda. Anzi, ne aggiungono qualche altro, dato che diffondono all'esterno un'immagine assolutamente negativa di quella fabbrica, che non attira nuovi investitori e nuovi clienti. Per i lavoratori che si confrontano con la Cig e l'incertezza del futuro, il differimento del pagamento della tredicesima non è una notizia che si accoglie a cuore leggero, ma mi domando a che serve scagliarsi contro tutto e tutti fino a spaccare l'unità tra i lavoratori e le Rsu. Chi non concorda con chi protesta (e sono in tanti) è additato come traditore e trattato a male parole. Per questi motivi la Uil sta valutando di uscire dalla Rsu e costituire la Rappresentanza Sindacale Aziendale Uil: così le conseguenze delle azioni di ciascuno saranno chiare e di conseguenza anche le responsabilità. Credo che ora ci si debba impegnare per salvare l'azienda con tutti gli strumenti: il sostegno delle istituzioni, un rapporto corretto e collaborativo con la proprietà, l'utilizzo di tutti gli ammortizzatori e un rapporto sereno tra i lavoratori. Questioni che una parte delle Rsu considerano carta straccia».  No a quegli striscioni. E la segreteria della Cgil si dissocia dalle "stelle a cinque punte": «La Cgil respinge l'accusa che la vertenza della ex-Mabro sia stata abbandonata. Da settimane, il segretario Filctem, insieme con la Rsu, si sta confrontando con l'azienda, con l'associazione industriali e l'Inps per individuare un percorso di continuità per il dopo 7 febbraio, scadenza della Cigs. L'impegno per il futuro, non solo da parte del sindacato, ma anche della Regione, della Provincia e del Comune, nonché di Fidi-Toscana, è costante e continuo di fronte ad una situazione aziendale che era pesantemente compromessa e rimane tale, anche se qualche passo in avanti è stato compiuto. Chi ha interesse alla drammatizzazione della situazione? Pur comprendendo lo sconforto e la pesantezza della situazione a cui le lavoratrici debbono far fronte, oggi più che mai occorre sale in zucca a chi dirige il movimento e quel senso di responsabilità che deriva dall'attaccamento al lavoro. Per questo sollecitiamo la Regione a convocare un incontro. Nello stesso tempo, continuiamo a ritenere pretestuose le motivazioni dello sciopero, fuorvianti rispetto all'obbiettivo della salvaguardia del posto di lavoro e sollecitiamo lavoratrici e lavoratori al senso di responsabilità. La Cgil respinge ed allontana striscioni come quello esposto durante la ultima manifestazione, nel quale, ai lati della scritta Rsu-Cgil, apparivano anche due stelle a cinque punte che sono simbolo estraneo alla storia e alla etica della Cgil, che nel suo impegno in difesa della democrazia ha pagato anche un pesante tributo di sangue».  Mania di protagonismo. Furioso anche Fabio Della Spora, della Femca Cisl, che parla anche a nome del segretario Milani: «Mai c'è stato immobilismo da parte dei sindacati. Ci sono regole e leggi da seguire, quindi ci sono tempi precisi. Ma per la Cig siamo avanti con la trattativa. Per nessuna azienda c'è stato un impegno così. A questo punto, piuttosto, mi chiedo se la Rsu rappresenta tutti i lavoratori. O se abbiano invece un po' di mania di protagonismo». (g.f.)

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