Il Tirreno

Grosseto

Prove di unità contro sagra selvaggia

Claudia Della Verde
<b>IL TAVOLO </b>di operatori e istituzioni riunito l&#146;altra sera a Orbetello per discutere delle sagre
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IL TAVOLO di operatori e istituzioni riunito l’altra sera a Orbetello per discutere delle sagre

Comuni, Ascom e ristoratori si riuniscono per studiare strategie Tutti d'accordo sulla necessità di regole, ma non su quali adottare

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 GROSSETO. Nella sala conferenze della parrocchia di San Giuseppe di Orbetello si sono incontrati amministratori e rappresentanti della categoria ristorazione. Una riunione, organizzata dall'Ascom Grosseto, che vuole porre le basi per un'azione comune nella salvaguardia del comparto nella Maremma sud. Al centro del dibattito un tema caldissimo: la regolamentazione delle sagre, Un argomento molto discusso l'estate scorsa, con in prima linea tutti gli operatori della ristorazione del territorio, stanchi della concorrenza - a loro dire sleale - dei cosiddetti "ristoranti a cielo aperto".  Hanno partecipato il direttore dell'Ascom Paolo Regina, col presidente Filippo Lombardelli; il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, Il vicesindaco di Orbetello, Marcello Stoppa, l'assessore grossetano Emanuel Cerciello, l'assessore al turismo di Monte Argentario, Umberto Amato, e quello alle attività produttive del Comune di Magliano in Toscana, Gabriele Canzonetti. Con loro anche una buona parte di Welcome Maremma, consorzio che si è fatto promotore di gran parte degli eventi nel comune lagunare e partner prezioso dell'amministrazione orbetellana per le attività di promozione turistica.  A parlare sono anche gli imprenditori, che soffrono per primi gli effetti di una ristorazione parallela dovuta alle poche restrizioni applicate dagli enti sulle sagre. «Non vogliamo la guerra - dicono - ma che siano messi dei paletti per il rispetto della professionalità nel nostro lavoro». E gli amministratori sembrano tutti d'accordo, seppur con distinguo, nel trovare un giusto equilibrio per far funzionare le cose. Mostrandosi aperti al dialogo, dichiarano che un accordo condiviso da tutti i Comuni (nel rispetto delle diversificazioni che caratterizzano ogni frazione) sia la scelta migliore. Primo punto da inserire in un regolamento condivisibile è quello del rispetto della tipicità delle sagre: tutti i prodotti non dovranno essere importati, ma provenire dal luogo in cui si svolge la manifestazione. Altra questione riguarda la durata, non superiore a sei giorni per ciascun evento enogastronomico, e le spese di gestione dei rifiuti, che non dovranno gravare ulteriormente sulla popolazione (misura già applicata dal Comune di Capalbio).  Non manca di partire anche un accenno di polemica riguardo alla situazione di alcune società sportive, costrette a organizzare giornate di "festa" per finanziare il proprio club: «Le sagre a supporto delle categorie giovanili devono essere salvaguardate», dice Stoppa, che suscita la perplessità degli imprenditori, i quali rispondono «ogni passione ha i suoi costi».  Proposto infine, dall'assessore di Monte Argentario, l'elezione di Grosseto a capofila del movimento. Previsto per fine gennaio un nuovo incontro, dove ogni Comune dovrà presentare un'analisi dettagliata delle singole necessità e sarà formalizzato il regolamento.  Unica richiesta di Stoppa è quella di non inserire l'Ascom nel "piano": «Un aiuto prezioso, ma da oggi per una questione di credibilità ed interessi, le amministrazioni dovranno muoversi da sole».

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