Italia
Nasce l'istituto "eclettico" Arte, tecnica e musica nel nome di Bianciardi
Sara Landi
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LA PRESIDE Daniela Giovannini e Marcucci della Fondazione Bianciardi Ribattezzato ufficialmente l'ex professionale Einaudi Anche nell'intitolazione un segno dei nuovi contenuti
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GROSSETO. Ora è ufficiale: da ieri il polo di istruzione superiore nato dall'accorpamento di parte dell'ex Professionale Einaudi e del liceo artistico è intitolato a Luciano Bianciardi. La cerimonia si è tenuta nell'auditorium della sede centrale del polo in piazza de Maria. Alla presenza del sindaco Emilio Bonifazi, dell'assessore provinciale all'istruzione Cinzia Tacconi e del direttore della Fondazione Bianciardi, Massimiliano Marcucci. Ma la prima a prendere la parola è stata con emozione la dirigente scolastica Daniela Giovannini che ha "traghettato" la scuola in questa nuova fase. «Come capita sempre con le cose nuove - ha osservato la professoressa Giovannini - questo passaggio è stato segnato da tanti dubbi e perplessità ma anche da aspettative e speranze e oggi, a poco più di tre mesi dalla partenza del nuovo polo, possiamo dire che questo matrimonio combinato è pienamente riuscito». Un'emozione, la sua, amplificata dalla circostanza dell'intitolazione della scuola ad un grande intellettuale come Bianciardi, scelto per la sua poliedricità che ben incarna le molteplici anime del grande polo scolastico, dove convivono formazione liceale, tecnica e professionale. E così è stato ricordato il Bianciardi scrittore, ma anche il giornalista, il saggista, il critico televisivo, il traduttore. «L'intitolazione ha seguito i normali passaggi burocratici (compreso il via libera di sindaco e prefetto, ndc.) - spiega il professor Giacomo Moscato - ma l'impulso è partito dal collegio dei docenti». Un'idea caldeggiata anche dalla Fondazione Bianciardi. «Sono sicuro che l'intitolazione di questa scuola gli sarebbe piaciuta - dice Massimiliano Marcucci - Bianciardi è stato sempre vicino ai ragazzi e agli studenti. Ricordiamo il periodo da direttore della Chelliana, la docenza, l'invenzione del cineclub, le antologie scolastiche da lui curate, la sua idea di scuola che non deve essere un tribunale ma un posto di incontro per imparare». Protagonisti sul palco dell'auditorium anche alcuni studenti: Martina Panerati e Simone Del Vecchio hanno letto un passaggio sulla Grosseto che fu, tratto da "La solita zuppa e altre storie" di Bianciardi, mentre Federica Fusi ha presentato il progetto della classe V A di pittura del liceo artistico: una xilografia con il ritratto dello scrittore donato alle autorità in ricordo della cerimonia. Applausi anche per il quartetto d'archi dell'indirizzo musicale della scuola media Leonardo Da Vinci a cui dal prossimo anno il liceo musicale del polo Bianciardi offrirà una concreta opportunità di coniugare studio liceale e della musica.
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