Sicurezza
I professionisti salva-concordato
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LIQUIDATORE. Domenichelli Rinunciano al credito. Udienza rimandata
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GROSSETO. Royal Tuscany Fashion Group migliora la proposta di concordato, il Monte dei Paschi di Siena si fa meno intransigente, il giudice fallimentare concede un mese e mezzo al commissario liquidatore Enrico Domenichelli per studiarsi le nuove carte e aggiorna l'udienza per l'omologa del concordato al 2 febbraio 2012. In sintesi ecco quanto è avvenuto ieri mattina, in tribunale. Mps si era opposto all'omologa del concordato contestando anche la validità del voto favorevole espresso da Unicredit, un voto che il 2 novembre scorso non era arrivato alla cancelleria del tribunale, ma era arrivato quella sera stessa sulla scrivania di Domenichelli che l'aveva depositato il giorno dopo. Per il giudice il voto era valido e aveva fissato l'udienza per l'omologa. Il Monte, invece, il 5 dicembre scorso, aveva presentato un'eccezione. Ieri, però, Royal Tuscany ha riconosciuto per intero la parte residua del credito privilegiato vantato dalla banca senese e Mps ha ritirato l'eccezione relativa alla validità del voto: in sostanza si trattava di un'eccezione subordinata proprio al riconoscimento del credito che il Monte non voleva fosse declassato a chirografario e pagato solo per il 40%. Altri elementi che potrebbero far ben sperare per una conclusione positiva della vicenda sono contenuti in una memoria piuttosto corposa che Royal Tuscany ha presentato e che contiene e descrive tutta una serie di operazioni che porterebbero maggiori poste attive e minori passività alla proposta di concordato, rendendone meno difficile l'adempimento. Si tratta, per lo più, di rinunce al credito da parte di alcuni professionisti e anche della disponibilità di Fidi Toscana non di rinunciare a surrogare il Monte dei Paschi per quella parte di credito per cui la banca ha già riscosso da Fidi una fideiussione da 1,1 milioni di euro, ma di non richiederne il pagamento, potendolo esigere, eventualmente, da altri garanti. Domenichelli dovrà studiarsi a fondo la memoria per poter dare un nuovo parere sulla proposta di concordato. A questo punto, forse, non è del tutto incomprensibile la prudenza manifestata anche dai sindacati nei confronti delle intenzioni bellicose della rsu di Abbigliamento Grosseto. È un momento delicato in cui l'azienda e il suo titolare, Andrea Barontini, hanno bisogno dell'appoggio di tutti, visto che proprio da Abbigliamento Grosseto - dall'affitto che paga a Royal Tuscany e dall'impegno ad acquistare il capannone per 5 milioni di euro - dipende la copertura di una buona metà del concordato stesso. Enrico Pizzi
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