Sicurezza
Divisa in parti uguali l'eredità di Gianferotti
Alla madre, all'associazione Veronesi e al Comune oltre un milione di euro a testa
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SCARLINO. Raggiunto l'accordo sulla divisione dell'eredità di Edoardo Gianferotti, il benefattore che dopo la sua morte ha lasciato i suoi averi alla madre, all'associazione Veronesi e al Comune di Scarlino. A ognuno dei beneficiari spetterà oltre un milione di euro, anche perché lo scarlinese si è dimostrato, postumo, un genio della finanza. Andiamo con ordine: circa due anni fa Gianferotti, dopo la sua dipartita, lascia in eredità un bel po' di capitali, tra immobili, depositi bancari e titoli. Raggiungere un accordo tra i tre beneficiari non è stato semplice, visto che la madre del benefattore ha impugnato il testamento una volta reso pubblico. Passano i mesi e «grazie all'assessore al Bilancio Guido Mario Destri - sottolinea il sindaco Maurizio Bizzarri - viene trovato un accordo». Divisione equa, in tre parti uguali. Gli immobili saranno divisi, così come i contanti dei depositi bancari. E i titoli? Nei patti è stato deciso di venderli e suddividere i ricavati tra le tre parti. Qui è arrivata la scoperta. «Quando abbiamo deciso di muoverci in questo modo, ci è venuta qualche preoccupazione dato il momento» confida Bizzarri. Ovvero: data la situazione economica mondiale, vendere dei titoli in borsa poteva sembrare poco vantaggioso. Ma a rassicurare gli animi sono stati i dipendenti della Banca popolare di Novara, custode di questa parte del capitale. «Ci hanno spiegato che dalla sua morte - racconta il sindaco - i titoli di Gianferotti sono aumentati». E con l'aria che tira è un'impresa. Facendo due conti, quindi, tra contati e derivati dai titoli la fetta per ognuno dei beneficiari è di circa un milione e 200mila euro. A questi, poi, c'è da aggiungere gli immobili. Anche qui si è andati per una divisione in parti uguali: al Comune di Scarlino è toccato un appartamento a Scarlino Scalo, all'associazione Veronesi per la lotta al cancro quello di Follonica e alla madre quello in cui abita tutt'ora. In quest'ultimo «tutti insieme abbiamo deciso di lasciare i mobili presenti alla donna» dice Bizzarri. Insieme alle case, poi, ci sono fondi commerciali e terreni da spartire. Adesso, il prossimo passo, è rispettare l'iter burocratico. Per questo nel consiglio comunale di martedì a Scarlino è stata inserita all'ordine del giorno l'approvazione di questa divisione. Se non ci saranno contrattempi, l'atto dal notaio, che definirà il passaggio dei beni, arriverà nelle prime settimane del 2012.
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