Il Tirreno

Grosseto

«Così scappano gli investitori»

<b>DELUSO.</b> Andrea Barontini
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DELUSO. Andrea Barontini

Barontini deluso per i due giorni di stop

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 GROSSETO. Andrea Barontini, la notizia dello sciopero e della manifestazione, l'ha saputa due giorni fa. Ma quando è stato chiaro che sul tavolo non c'erano soltanto il ritardo nel pagamento delle tredicesime e il mancato accordo sui giorni di ferie tra Natale e Capodanno, ma che la preoccupazione espressa riguardasse la scadenza della cigs, il suo tono cambia: da ragionevole, è diventato quasi rammaricato. Anzi, peggio. Deluso. «Sono quattro mesi che facciamo incontri su incontri per risolvere questa situazione e per arrivare pronti a febbraio - dice - con Confindustria che ogni mese e anche più spesso si mette al tavolo con noi, le rsu, i sindacati, per risolvere la questione». Una questione che si risolve male. «È vero, le difficoltà ci sono - spiega - perché rinnovare la cigs significherebbe parlare di esuberi. E la perdita di posti di lavoro vorremmo evitarla». Le alternative sono due. La cassa integrazione in deroga che la Regione però difficilmente concederà, vista la possibilità di ricorrere a quella ordinaria. Che costerebbe però troppo all'azienda. «La società dovrebbe anticipare i soldi per tutti i dipendenti - aggiunge - e poi l'Inps rimborsa, sotto forma di sgravi, soltanto sulla base di quelli che lavorano». Possibilità, questa, che si potrebbe concretizzare se l'Inps (quella di Grosseto), si farà carico degli anticipi.  Le banche, alcune risposte, le daranno a gennaio. E nei primi mesi dell'anno potrebbe davvero concretizzarsi l'ingresso di un partner industriale e finanziario alla Mabro. «Ci sono vari tavoli aperti - aggiunge Barontini - ma si rischia di far scappare gli investitori con scioperi e manifestazioni». E anche le banche, potrebbero fare un passo indietro. «Il punto non è essere d'accordo o meno con la modalità dello sciopero e della manifestazione - dice - ma sono le motivazioni. Capisco che lo slittamento delle tredicesime crei problemi ai dipendenti, non capisco però come si possano giustificare due giorni fuori dalla fabbrica con la motivazione del rinnovo della cassa integrazione. Quello è un tema che preoccupa anche noi, e che giornalemente, con le rsu, con i sindacati e con Confindustria stiamo cercando di risolvere».  L'amarezza di Barontini è tutta in queste parole. Amarezza e delusione. Ma nessun cedimento. Sulle ferie, almeno. «Ho chiesto ai dipendenti da lavorare il 27, il 28 e il 29 - dice - e mi hanno risposto picche. Queste due giornate di sciopero in qualche modo andranno recuperate. Le collezioni dobbiamo consegnarle, altrimenti è impossibile parlare di rilancio, ed è anche impossibile far quadrare i conti». Che tornano poco, tra ritardi nei pagamenti e credito che non c'è. F.G.

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