Il Tirreno

Grosseto

Arriva il commissario Manzo

Paolo Mastracca
<b>COMMISSARIO</b> Luigi Manzo
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COMMISSARIO Luigi Manzo

Stamani a Manciano il punto coi dirigenti, poi subito al lavoro sul bilancio

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 MANCIANO. Arriva oggi, intorno alle 10, il nuovo "inquilino" del municipio di Manciano. Luigi Manzo, viceprefetto vicario di Grosseto, farà il suo ingresso in paese in mattinata per il primo giorno da commissario. Un primo giorno che, a Manciano, è in realtà già un "day after", ovvero il "giorno dopo". Dopo le dimissioni presentate da nove consiglieri comunali e, soprattutto, dopo la conclusione anticipata della legislatura e il conseguente stop alla giunta guidata da Mario Mecarozzi.  Un giorno in cui a Manciano si volta pagina, ma ci si interroga anche sul futuro.  Chi è il commissario. La prima certezza, al momento, è la nomina del commissario prefettizio, incaricato dal prefetto Linardi. Luigi Manzo, 49 anni, sposato, originario della provincia di Napoli, è un grossetano d'adozione. Laureato in giurisprudenza, ha preso servizio nel 1989. Dopo aver lavorato al ministero dell'Interno nella direzione investigativa antimafia e al dipartimento di Pubblica sicurezza, Manzo ha lavorato in quattro prefetture: Roma, Lucca, Grosseto e Prato. A Grosseto ha prestato servizio dal 2004 al 2010 poi, dopo 10 mesi a Prato, è tornato. Non ha mai ricoperto il ruolo di commissario prima d'ora, ma tranquillizza subito: «A Grosseto - spiega - mi sono occupato per anni di rapporti con gli enti. Il mio precedente incarico mi ha permesso di conoscere i dirigenti di Manciano, che sono di prim'ordine. Sono sereno».  I suoi compiti. La legge prevede che il commissario amministri l'ente fino all'elezione del nuovo consiglio comunale e del nuovo sindaco. Dispone dei poteri normalmente attribuiti al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale.  Tra i compiti a cui è chiamato Manzo c'è quello di rappresentare Manciano nel costituendo consiglio dell'Unione dei Comuni. Ma in agenda il primo lavoro a cui metter mano è l'approvazione del bilancio. «Il bilancio va approvato entro il 31 dicembre. Di solito la scadenza viene spostata ma è comunque la prima cosa da fare perché è il motore del funzionamento del Comune. Immagino ci sia già una bozza, ma lo vedrò domani (oggi per chi legge) quando farò anche una riunione coi dirigenti. Poi inizierò dagli atti urgenti».  I tempi. In provincia di Grosseto negli ultimi anni anche Monte Argentario e Gavorrano hanno vissuto l'esperienza del commissario, ma a Manciano questo periodo transitorio dovrebbe essere più breve. L'iter prevede che adesso inizi una fase istruttoria curata dal ministero dell'Interno e poi dalla Prefettura. L'epilogo dovrà essere il decreto di scioglimento del consiglio comunale firmato dal presidente della Repubblica. Soltanto se dovesse slittare dopo marzo si rischierebbe di saltare il primo turno elettorale utile. Ma è più probabile che arrivi in un paio di mesi. Poi il capo dello Stato per prassi conferma il commissario in carica.  Verso le elezioni. Questo significa che spetterà a Luigi Manzo curare la fase preelettorale che dovrebbe chiamare i cittadini al voto tra i mesi di aprile e giugno.  «Il mio compito - spiega Manzo - è semplicemente quello di traghettare il Comune a nuove elezioni perché i mancianesi possano scegliere da soli il loro sindaco».  E visto l'epilogo della legislatura, è facile attendersi una campagna elettorale dai toni forti che sembra già avviata. Sembra infatti che la coalizione di centrosinistra si stia già attrezzando per predisporre le primarie per stabilire chi sarà il candidato sindaco di una coalizione decisa a presentarsi unita al giudizio degli elettori.

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