La manifestazione
Argentario Approdi, asta flop
Renzo Wongher
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IL SINDACO Arturo Cerulli si dice non deluso e annuncia la possibilità di privatizzare la spa Zero acquirenti per le azioni cedute dal Comune
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PORTO S. STEFANO. Ieri è scaduto il limite di tempo per l'acquisto di azioni della società partecipata Argentario Approdi e Servizi spa. Nessun compratore ha avanzato richieste. Il Comune di Monte Argentario è proprietario di 280.297 azioni del valore nominale di 2.802.960 euro, pari al 79,47% del capitale della società; e voleva ridurre il proprio pacchetto azionario del 19,47% del capitale sociale, cedendo 68.675 azioni del valore nominale di 10 euro ciascuna. Le 68.675 azioni sono state suddivise in 2.747 lotti di 25 azioni ciascuno e offerte al prezzo a base d'asta di 350 euro con un acquisto minimo di 5 lotti. Sindaco Cerulli, com'è andata l'asta? «Non si è presentato nessuno, non ci sono state richieste, quindi praticamente il tentativo di vendita è andato deserto. È un risultato comunque interessante, perché evidentemente dall'anno scorso, quando già volevamo vendere, a quest'anno, sono cambiate le condizioni di contorno e quindi la gente ha deciso di non comprare. Noi abbiamo dato la possibilità di acquistare, ma a condizioni piuttosto stringenti. Volevamo una vendita generalizzata e per questo abbiamo messo delle regole precise per cui chi voleva acquisire un bel pezzo di Argentario Approdi non poteva farlo: poteva solo comperare quote piuttosto basse perché i pacchetti erano abbastanza contenuti. La chance che abbiamo dato ai piccoli risparmiatori è andata come è andata ed è chiaro che per noi,di fronte a questa risposta, si aprono scenari nuovi per i quali il Comune potrebbe vendere pezzi più importanti della società». Secondo lei ci sono altri motivi che hanno indotto i possibili acquirenti a defilarsi? «Un motivo è sicuramente la crisi in generale: in questo momento non è che la gente abbia tanta voglia di comprare, di investire, di rischiare. Ma soprattutto, ripeto, ha scoraggiato il fatto che con l'acquisto delle azioni della Argentario Approdi non si poteva dare adito ad eventi speculativi importanti. L'evento speculativo era stato ridotto ai minimi termini. Quindi togliendo ai potenziali acquirenti la possibilità di una consistente speculazione, questi si sono tirati indietro. Devo aggiungere che qualcuno si è anche informato se il possesso delle azioni poteva dare diritto a un posto barca. Cosa che proprio non ha capo né coda. Quindi tolto questo e tolti gli speculatori, ecco che la domanda si è completamente azzerata. Ripeto, questo per noi è un elemento importante per la successiva fase decisionale». Ma perché il Comune vuole vendere queste azioni? «Vuole venderle per fare un'acquisizione di capitale da utilizzare in altre iniziative e per mettere sempre di più questa società a disposizione di chi potrebbe volerla far propria. Dobbiamo ricordare che l'Approdi è una società del settore privato, non del settore pubblico, quindi si muove in ambito privatistico. Allora, secondo noi, tanto valeva diminuire la quota comunale fino a scendere a un 60 per cento. Oggi però possiamo anche decidere che il prossimo step sarà un ulteriore passo avanti e cioè quello di dare la maggioranza ad altri soggetti».
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