Sicurezza
Si dimettono in nove, addio sindaco
Paolo Mastracca
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EX SINDACO. Mario Mecarozzi A Manciano la traballante maggioranza non c'è più, si torna alle urne
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MANCIANO. E' stata una fine annunciata e forse inevitabile. In appena due anni l'amministrazione guidata dal sindaco Mario Mecarozzi è riuscita a collezionare un numero impressionante di fratture ed incomprensioni, condite da qualche gaffe sicuramente evitabile. E così dopo il voto sul piano strutturale la maggioranza si è sciolta come la neve al sole, con le dimissioni in un colpo solo dei quattro "dissidenti" e dei cinque dell'opposizione. Nove mandati rimessi che hanno decretato la chiusura dell'esperienza di Mecarozzi sindaco. Una sola intuizione potrà essere consegnata ai posteri, è relativa a quando l'ormai ex sindaco prese la fiducia degli elettori confezionando lo slogan vincente della lista civica capace di far convivere alcuni elementi della passata amministrazione con avversari della stessa. Una formula che alla luce dei fatti non ha funzionato. Dopo la vittoria elettorale del 2009 neanche il tempo della luna di miele e scoppia la prima grana con l'assessore Roberto Bulgarini che viene messo alla porta. Mecarozzi ripete che lo spirito della sua giunta è quello di essere espressione di una lista civica, ma le sue rassicurazioni anziché contribuire ad una dialettica serena hanno l'effetto di creare malumori soprattutto nel Pdl mancianese che ritiene di essere stato determinante nella vittoria elettorale senza che gli venga riconosciuto alcun merito. Una situazione che crea perplessità tra gli stessi elettori di Mecarozzi, il quale non brilla neanche in fatto di partecipazione ad eventi significativi per il territorio. Tanto per fare qualche esempio, la Cgil organizza un incontro a Marsiliana per celebrare il ruolo e l'opera dei partigiani mancianesi, ma di esponenti dell'amministrazione comunale non c'è neanche l'ombra. Un'altra volta il cardinale Angelo Comastri viene in visita a San Martino sul Fiora e ad accoglierlo non c'è alcuna fusciacca tricolore. Il colpo di grazia arriva però quando gli esponenti della maggioranza Roberto Denei, Giulio Detti, Eleonora Amaddi e Serena Bulgarini esprimono le loro perplessità sulla scarsa collegialità delle decisioni prese. Il sindaco Mario Mecarozzi punta alla prova di forza senza però averne i requisiti. Il risultato è stato la costituzione di un nuovo gruppo consiliare che nei fatti si è collocato all'opposizione. Inevitabilmente è arrivato il conto da pagare. Quella che era una piccola crepa è diventata una voragine che ha finito per inghiottire una coalizione che ha terminato in largo anticipo la propria esperienza amministrativa. E ora a Manciano si tornerà alle urne.
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