Il Tirreno

Grosseto

Ricostruita la vicenda del candidato a primo cittadino nel 2007 e l’incarico conferito a Elismo

Nomina a dirigente in cambio di appoggio

<b>PM</b> Stefano Pizza
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PM Stefano Pizza

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 GROSSETO. Nello studio privato di Serafini, ritenuto il collettore di tangenti, le fiamme gialle trovarono un cartello: "Parlate piano, siamo intercettati". Insomma a Campagnatico qualcuno sapeva.  Già, e Pesucci? L'avvocato Leporatti incalza il capitano De Meo. E questi correttamente precisa che i coinvolgimenti sono indiretti e che non c'è traccia di rapporti scorretti tra lui e i soggetti che operano sul territorio. Nemmeno per l'area Pip di Arcille né per le mura, per le quali (lo dice Leporatti) è in corso una verifica della Corte dei conti sulle caratteristiche di opera di contenimento del multipiano. Le delibere? Sono firmate da Barone. Ma c'è un post-it di una dipendente (per lavoro straordinario) che testimonia l'ingerenza di Pesucci su una rettifica di voci di bilancio (la copertura sarebbe dovuta avvenire prima e non dopo, dice De Meo) da 120 mila euro per la ditta Perna. La finanza rileva poi anomalie nel contratto Cela, nei rapporti con Perna, nel foglio con il quale Pesucci avrebbe proposto a Enrico Simi, possibile candidato a sindaco, il sostegno della lista Pesucci in cambio della candidatura di Elismo a dirigente e per nominare assessori e responsabili di area. Ci sono poi i 23 casi di privati cui sarebbero stati asfaltati tratti di strada con soldi pubblici nel corso della campagna elettorale 2007 (270 mila euro). «Gara affidata dall'ufficio, non da Pesucci». Ma Cela poteva essere escluso dagli affidamenti? No, risponde l'ufficiale. E il contratto di Cela (lavori a casa in cambio del terreno) non è stato analizzato. Il costruttore albanese spiega di essersi fidato sempre di lui («era il sindaco! E anche Barone mi confermò l'edificabilità»). «I lavori furono lunghi perché avevo altro da fare ma il terreno ora è mio. In questa guerra sono io quello che ha perso. Non ho ho ancora costruito lì, volevo farci una casa per me e mio fratello, che poi è morto».

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