Il Tirreno

Grosseto

Massa contro lo Stato

Alfredo Faetti
<b>LA CASA </b>circondariale della Camilletta
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LA CASA circondariale della Camilletta

Caso Pizzarotti, il Comune fa causa al ministero

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 MASSA MARITTIMA. Il Comune va all'attacco del ministero della giustizia sul caso Pizzarotti. Secondo l'amministrazione il debito di oltre un milione di euro deve essere saldato dagli uffici di Palazzo Piacentini a Roma, dato che è il ministero a usufruire del carcere cittadino.  Una vicenda di qualche anno fa, ben nota e che ha ancora strascichi a Massa Marittima. Un contezioso tra l'ente e la Pizzarotti srl sulla realizzazione del carcere mandamentale, in cui l'ha spuntata la società che adesso aspetta di essere saldata per un totale di 1 milione 159mila e 463 euro.  Tutto parte, come detto, anni fa. E in questo lungo arco di tempo l'amministrazione «ha più volte richiesto ufficialmente al ministero della giustizia di farsi carico del debito in quanto proprietario e di fatto, a tutt'oggi, utilizzatore dell'opera». Non solo ha bussato al ministero in quanto titolare della struttura, ma anche perché nella sua costruzione «il Comune ha svolto solo il ruolo di mera stazione appaltante».  Tanto riporta la delibera di giunta con cui Massa Marittima ha conferito l'incarico all'avvocato Renzo Grassi, del Foro di Livorno, di rappresentare «il Comune in apposito giudizio da promuovere allo scopo di richiamare il ministero della giustizia a farsi carico del debito sorto nei confronti dell'impresa Pizzarotti». Proprio così: l'amministrazione ha richiesto una consulenza legale per far fronte a questa vicenda, dato che a Roma nessuno sembra volersene fare carico.  Infatti, alle «richieste del Comune il ministero in questione ha risposto negativamente, inviando in ultimo la lettera in cui, dietro parere dell'avvocatura dello Stato, l'addebito viene respinto invocando la prescrizione, con riferimento a vicende relative alla costruzione dell'opera verificatesi "tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90"». E qui sta l'inghippo, secondo l'amministrazione. Perché il codice civile recita che "la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere". «Quindi nel caso specifico - continua la delibera - non prima che l'organo giudicante abbia definitivamente riconosciuto l'onere a carico del soccombente stabilendone il quantum». Tutto questo avviene nel 2009, con la sentenza sulla vicenda della Corte d'Appello. «Pertanto la prescrizione invocata ai danni di questo Comune fino al momento attuale non sussiste».  Ma c'è anche un altro aspetto per cui il ministero dovrebbe farsi carico del debito. In questa vicenda infatti, secondo l'amministrazione, «si configura arricchimento ai danni di questo Comune in quanto la struttura carceraria è di fatto stata acquisita in proprietà dal ministero della giustizia ed è a tutt'oggi funzionante»; in base a questo stato di cose, leggi alla mano, il Comune spiega come «lo Stato avrebbe dovuto finanziare non solo "l'esecuzione di nuovi edifici giudiziari", ma anche i "maggiori oneri derivanti da costruzioni" dei suddetti edifici». Come, ad esempio, i debiti.

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