Attenzione
Ippodromi a rischio chiusura ombre su Follonica e Grosseto
La nuova convenzione sarà strutturata in maniera profondamente diversa da quanto successo fino ad oggi
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Giornate di incontri e di febbrili trattative per salvare l’ippica italiana, dopo le prime indicazioni provenienti dall’Unire che fissano per il 2012 una profonda stima al ribasso del bilancio con tagli netti sia per il montepremi che per gli ippodromi, che attualmente riescono a funzionare proprio grazie ai soldi in arrivo dall’ente e definiti da una convenzione in scadenza a fine anno. In assenza, per adesso, di comunicazioni ufficiali da parte dell’Unire, cominciano ad arrivare i primi rumors soprattutto sul futuro degli ippodromi italiani.
La nuova convenzione sarà strutturata in maniera profondamente diversa da quanto successo fino ad oggi, con gli ippodromi che quasi sicuramente dovranno reperire altrove buona parte delle risorse per mantenere la costosa macchina organizzativa che sta dietro ad ogni impianto. Probabile, quindi, una divisione in fasce dei vari ippodromi, anche se a tutt’ora è decisamente prematuro ipotizzare qualsiasi assetto futuro.
Se Follonica sembrerebbe uno degli impianti che l’Ente ha intenzione di mantenere, diverso il discorso per il Casalone che sarebbe considerato a rischio di taglio, una situazione che metterebbe in ginocchio un settore che nel capoluogo dà lavoro a centinaia di addetti, fra indotto e dipendenti.
La nuova convenzione sarà strutturata in maniera profondamente diversa da quanto successo fino ad oggi, con gli ippodromi che quasi sicuramente dovranno reperire altrove buona parte delle risorse per mantenere la costosa macchina organizzativa che sta dietro ad ogni impianto. Probabile, quindi, una divisione in fasce dei vari ippodromi, anche se a tutt’ora è decisamente prematuro ipotizzare qualsiasi assetto futuro.
Se Follonica sembrerebbe uno degli impianti che l’Ente ha intenzione di mantenere, diverso il discorso per il Casalone che sarebbe considerato a rischio di taglio, una situazione che metterebbe in ginocchio un settore che nel capoluogo dà lavoro a centinaia di addetti, fra indotto e dipendenti.
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