Il Tirreno

Grosseto

Due documenti diversi per bacchettare le rsu

I sindacati non trovano l'unità: la Cgil va da sola. Cisl e Uil: «Senza azienda non c'è lavoro»

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 GROSSETO. Nella giornata dello sciopero e dell'organizzazione della manifestazione, una cosa, alla Mabro, è stata chiara. Nessuno è riuscito a coordinarsi con il suo vicino. Le rsu si sono spaccate, quattro hanno detto sì, due no, i lavoratori si sono divisi e i sindacati non hanno firmato, un documento unitario. Questione di sfumature. La Cgil, nel suo comunicato, non scrive mai la parola Mabro. «Ci sono centinaia di lavoratori - scrivono Lorenzo Centenari, segretario provinciale e Furio Santini, segretario Filctem Cgil - che, a fronte della crisi della loro azienda, spesso in settori meno protetti dagli ammortizzatori sociali, anche da mesi aspettano la corresponsione delle retribuzioni, restando però attaccati al lavoro con sacrifici immani, difendendo quel lavoro che rimane con speranza di ripresa, senza sapere quando riscuoteranno, ma disponibili a lavorare anche nel periodo festivo. Spesso quei lavoratori non hanno la possibilità di un palco, spesso sono difficilmente raggiungibili e talvolta non incrociano le tutele degli ammortizzatori sociali e gli sforzi che le amministrazioni pubbliche hanno compiuto in altri casi. Cgil e sindacati unitari, con le istituzioni, hanno fatto di tutto per difendere ogni posto di lavoro. Questo modo di fare va apprezzato e sostenuto, e questo sforzo non va indebolito con prese di posizione fuori dalla ragionevolezza necessaria. In questo senso, occorrono attenzione e cautela nella gestione in proprio di vertenze senza il coinvolgimento (peraltro previsto) delle Segreterie confederali e di categoria, evitando di fornire alibi alle aziende». La disponibilità, la Cgil, non la nega a nessuno, per portare avanti questa vertenza. «Non ci assumiamo però - dicono Santini e Centenari - responsabilità rispetto a gestioni non condivise di Rsu che non si rendono conto della gravità della situazione aziendale».  Il tenore dell'intervento di Cisl e Uil, che la loro sullo sciopero l'hanno detta insieme, non è troppo diverso. Ma la Femca e la Uilta vanno dritte al sodo, con i loro segretari Fabio Della Spora e Roberto Franceschetti. «Le tensioni che stanno emergendo all'interno della ex Mabro tra la proprietà e parte delle rsu rischiano di rallentare o peggio ancora di bloccare una lenta ripresa della stessa - dicono - e lo slittamento dei pagamenti delle tredicesime, assume una rilevanza fondamentale». Ma alla Femca e alla Uilta non va giù la decisione di scioperare e di indirre la manifestazione. «L'ex Mabro - dicono Della Spora e Franceschetti - è nel mezzo di un difficile processo di recupero, gli ordini rientrati in azienda hanno permesso di ridurre i tempi di cigs ma i problemi sono ancora tanti: il muro contro muro espone i lavoratori a rischi che potrebbero risultare fatali. Non condividiamo la logica dello scontro intrapresa da una parte della Rsu ed invitiamo tutti a fermarsi un momento a riflettere, anche perché sopra tutti i problemi c'è la sopravvivenza dell'azienda.

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