Attenzione
Isola del Giglio. Lopposizione insorge: «In municipio troppe spese folli»
Bufera sulle consulenze
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EX SINDACO. Il leader della minoranza gigliese Attilio Brothel Brothel: «La maggioranza dispensa incarichi eccessivi»
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ISOLA DEL GIGLIO. «L'Italia è in crisi nera, i Comuni si lamentano dei tagli finanziari del Governo Berlusconi, ma il sindaco Ortelli e la Giunta hanno trovato i soldi per pagare fior di consulenze»: quasi 100mila euro (precisamente 96.800. La minoranza gigliese guidata da Attilio Brothel si scaglia contro il sindaco Sergio Ortelli. «Stop alle spese folli del Comune - esordisce - con la manovra "salva Italia" niente gare d'appalto per i comuni con popolazione sotto i 5.000 abitanti». Eppure sindaco e giunta hanno dato incarichi per «un consulente esterno per "l'incarico di supporto al responsabile del procedimento per la formazione del Programma triennale dei lavori pubblici" per 24.000 euro; un consulente esterno per "l'incarico di supporto al responsabile del procedimento di predisposizione e gestione di atti amministrativi relativi a contratti pubblici di lavori, servizi e forniture" per 20.000 euro; per un consulente per "l'incarico di supporto al responsabile del procedimento per la formazione del piano strutturale del Comune dell'isola del Giglio" per 19.500 euro; per un consulente "per attività procedimentali tecnico-amministrative inerenti relazioni paesaggistiche ed abusi edilizi" per 24.300 euro; per un incarico conferito a società esterna per l'ufficio stampa del Comune per 9.000 euro». La minoranza precisa di ignorare «se oltre a questi incarichi ve ne siano altri poiché il sito istituzionale del Comune e l'ufficio stampa comunale non danno informazioni simili, nonostante le nostre sollecitazioni e gli obblighi di legge che impongono la massima trasparenza degli atti sul sito istituzionale del Comune. Diciamo questo perché mai in passato le precedenti amministrazioni che si sono susseguite nel corso degli anni hanno pensato di spendere soldi pubblici in questo modo, cioè per adempimenti che competono, in definitiva, al personale dipendente del Comune. A fronte di queste rilevanti spese nessuno si è accorto dei benefici conseguiti (del tutto inesistenti), forse nemmeno gli stessi amministratori. Nel frattempo il Governo Monti ha predisposto una norma poco trattata sui quotidiani, secondo la quale d'ora in poi le gare di appalto per l'acquisizione di beni e servizi nonche per l'esecuzione di lavori pubblici dovranno essere espletate da un organismo unico (centrale di committenza) a cui faranno capo i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, previa costituzione di un accordo consortile. Dovrà essere ripensata dunque l'organizzazione degli uffici uecnici dei comuni con il reimpiego anche dei dipendenti. Difatti l'articolo 23 del decreto "Salva Italia" dice che «i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti affidano obbligatoriamente a un'unica centrale di committenza l'acquisizione di lavori, servizi e forniture nell'ambito delle unioni dei Comuni, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici».
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