Il Tirreno

Grosseto

Il Comune di Grosseto pubblica avviso per affidare le attività di raccolta di percolato e biogas

Strillaie, bando da 800mila euro

<b>DISCARICA.</b> Le Strillaie
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DISCARICA. Le Strillaie

In programma c'è anche il potenziamento del depuratore

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 GROSSETO. Un bando da 800mila euro per tenere sotto controllo l'impianto di raccolta del percolato e quello del biogas e per monitorare la qualità delle acque, dell'aria e del suolo dell'ex discarica delle Strillaie. Il Comune di Grosseto apre la fase di gestione "post operativa" prima della tombatura definitiva del sito. Il bando prevede la gestione della rete e dei pozzi del percolato, il controllo dei pozzi di prelievo, l'attivazione dei sistemi di pompaggio, il controllo delle condotte del percolato dai pozzi ai serbatoi di stoccaggio, e quello dei livelli entro i serbatoi per evitare tracimazioni.  È prevista, inoltre, la gestione degli impianti di biogas e delle tre torce di combustione che servono a bruciare il biogas prodotto da ciò che resta dei rifiuti stoccati alle Strillaie. Ci sarà infine da monitorare il sito attraverso le analisi delle acque di falda e di superficie, del terreno e dell'aria, per garantire che l'impianto non provochi inquinamento dell'ambiente.  Il sito delle Strillaie non è più una discarica - nel senso che non vi si conferiscono più rifiuti - dal 2007. La pubblicazione del bando per l'affidamento delle attività in questione (cosiddette post operative) significa però che è stato ormai accantonato il progetto, accarezzato a lungo dall'amministrazione, di continuare a conferire rifiuti alle Strillaie utilizzando un'area in cui sembrava ci fosse ancora spazio per stoccare rifiuti "in sormonto"; la cosa avrebbe potuto avere una durata di almeno altri tre anni, con un risparmio per il Comune di circa 1,6-2 milioni annui, dal momento che il costo di conferimento a Cannicci, dove i rifiuti grossetani vengono portati, è superiore di 40-50 euro a tonnellata rispetto al conferimento alle Strillaie e questo va moltiplicato per circa 40mila tonnellate annue.  L'affidamento delle attività della fase post operativa, con un costo di circa 800mila euro in un anno, potrebbe essere rinnovato per tre anni fino a quando la discarica non sarà definitivamente tombata. Tutto il lavoro prelude infatti a un altro progetto, che l'ufficio ambiente avrà pronto per fine gennaio per la tombatura definitiva del sito dell'ex discarica. Un lavoro enorme che prevede la copertura di 50 ettari di ex discarica con uno strato di 2,70 metri di argilla e pietrisco, un lavoro in cui, al costo di oltre 15 milioni, si somma la difficoltà di reperire una quantità così grande di materiale.  In ogni caso il progetto sarà realizzato per stralci, e al momento riguarderà solo il modulo 16, circa 2 ettari e mezzo, e che richiederà un'ulteriore spesa di 800mila euro che l'ente ha trovato dopo l'assestamento del bilancio di fine novembre.  In programma c'è anche il potenziamento del depuratore del percolato che, al momento, ha una capacità di 34mila metri cubi annui di materiale che viene raccolto. La capacità sarà portata a 47mila metri cubi e i lavori saranno effettuati dalla Sit che ha in gestione l'impianto. Un investimento di circa 1,8 milioni che sarà recuperato in 15 anni di gestione; passo a quanto pare necessario poiché il percolato che avanza deve essere esportato in un impianto di depurazione fuori provincia con alti costi di gestione, e c'è da occuparsi della depurazione delle acque dei lavaggi dei cassonetti, operazione che Coseca non effettua più e che costava quasi 450mila euro. E.P.

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