Sicurezza
LA SQUADRA
La voglia di giocare dei "Talebani di Maremma"
◗
SGRILLOZZO. La squadra e il battesimo di Federico Funghi 1 MINUTI DI LETTURA
MANCIANO. Questa settimana riflettori accesi sulla squadra nº 61 de Lo Sgrillozzo, più nota come "I talebani di Maremma". Sono cacciatori che battono il territorio di Manciano (Sgrilla, Pergolacce) con lo spirito di una volta. «Si sta insieme, si "gioca", non si guardano i numeri. Tanto è vero - spiega Pietro Sarti, il capocaccia - che abbiamo ucciso solo una trentina di animali. Qui se non piove e non è possibile tracciare i cinghiali non si trovano. Stanno in riserva». I Talebani di Maremma è il soprannome dato ai cacciatori de Lo Sgrillozzo una decina di anni fa. «Lo teniamo con orgoglio. D'altra parte un po' talebani lo siamo. Il battesimo del sangue, per chi uccide il primo cinghiale, da noi è ancora un rito vero e proprio. Abbiamo molti cacciatori giovani, con tanta passione e tutti i motivi sono buoni per ritrovarci, e prendersi in giro». Il miglior cecchino, in questo momento, è Cristiano Sensi (che è anche tra i curatori della pagine Facebook). Tra i canai citazione per Silvano Fabiani, Cesare Peparaio, Floriano Tosi e Ivaldo Falchi. Una sessantina, in totale gli iscritti. L'anno scorso furono abbattuti in tutto 68 capi. (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
