Il Tirreno

Grosseto

«Il circolino di Roselle è affare nostro»

<b>IL CIRCOLINO</b> chiuso dopo 60 anni
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IL CIRCOLINO chiuso dopo 60 anni

L'Arci locale contro la Quercia. E intanto parte la petizione

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 GROSSETO. Le porte sono sprangate, le stanze vuote, ma il rumore intorno al circolo Arci di Roselle è più assordante che mai. Questa volta a far baccano è la sezione Arci di Roselle, dopo che la proprietaria dell'immobile ha individuato nell'Arci provinciale l'interlocutore per un'eventuale riapertura del circolo, inaugurato 60 anni fa per iniziativa dei paesani e chiuso lo scorso ottobre perché in pessime condizioni. L'Arci di Roselle non ci sta.  «Vorrei capire - spiega il presidente del circolo, Silvano Brandi - perché si individua come interlocutore naturale il comitato provinciale dell'Arci e in particolare nella figura del suo presidente. I dirigenti della Quercia sanno benissimo che i circoli sono autonomi rispetto al comitato provinciale Arci: che lo vogliano o no, con il direttivo del circolo si devono confrontare. Perché si cerca di passare sopra la testa del direttivo? Forse non si ha fiducia negli attuali componenti e del suo presidente? Se sì, lo si dica esplicitamente».  Gli stessi dubbi erano sorti, all'indomani dell'intervento della Quercia, al presidente provinciale Arci, Christian Sensi. «L'interlocutore naturale - spiega Sensi - non è il comitato provinciale Arci, ma il circolo Arci di Roselle. Se il comitato può aver un ruolo per agevolare la situazione, va bene, ma le risposte deve darle in primis il circolo che, nonostante l'assenza della sede, è particolarmente attivo».  E, soprattutto, democraticamente eletto. «Queste persone - prosegue Silvano Brandi - sono persone rispettabilissime e degne di fiducia. Mi sembra offensivo chiedere l'intervento dell'Arci provinciale verso tutta Roselle». Le domande, però, sono anche altre. «Perché la precedente presidente del circolo l'ha chiuso senza espletare le dovute procedure, come l'alienazione dei beni e altro? Il sottoscritto l'ha contattata con la richiesta di avvisare: avrei preso in consegna il circolo in qualità di componente la presidenza provinciale ARCI. Ma ho saputo della chiusura da terzi e dopo che erano state consegnate le chiavi e le licenze in Comune».  Quanto alle attività culturali del circolo, sulle quali Quercia solleva dei dubbi, Brandi risponde: «La posizione di Quercia è del tutto strumentale e finalizzata a screditare il circolo Arci. Se le posizioni apparse sulla stampa sono effettivamente quelle della Quercia, non facilitano certo un confronto sereno per la riapertura. Mi auguro che la Quercia riveda le sue posizioni e si possa riaprire il circolo». Tra i due litiganti, intanto, i rosellani si attrezzano. E avviano una raccolta firme spontanea. Finora ne sarebbero state racimolate due-trecento. In un modo o nell'altro, insomma, il messaggio è chiaro: il circolo va riaperto. F.F.

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