Sicurezza
Furti a raffica nelle case di Ribolla
Gabriele Baldanzi
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RILIEVI. Dei carabinieri dopo un furto Scoppia la rabbia della gente, nascono anche due gruppi su Facebook
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RIBOLLA. Ci risiamo. Era già accaduto nel gennaio-febbraio di quest'anno: il paese di Ribolla, quasi tremila anime, preso di mira dai topi d'appartamento. Adesso un'altra dozzina di furti e tentativi falliti, con i cittadini che chiedono più controlli, maggiore informazione. Su Facebook è nato addirittura un gruppo (112 iscritti) che si chiama "Furti a Ribolla". Mentre un altro gruppo, l'associazione locale "Fare-Sapere", pubblica e aggiorna addirittura una mappa in cui si indicano le strade, le case, gli orari scelti dai ladri. «Qui ormai i furti sono routine; abbiamo smesso di contarli - spiega Laura, una delle promotrici della campagna di informazione per scongiurare ulteriori raid nelle case - passano due o tre giorni e poi di nuovo veniamo a sapere di un'effrazione, di un anziano spaventato. Sabato sera, per esempio, intorno alle 22, c'è stato un tentativo di furto in via degli Alberghi. I ladri hanno iniziato a lavorare sulla serratura della porta, ma il cane che la padrona teneva in casa si è messo ad abbaiare ed ha scoraggiato il blitz...». I ladri, qui, non hanno un orario preferito. Agiscono anche in pieno giorno. Su Fb Emiliano scrive così: «Dei tanti furti compiuti a Ribolla nessuno ne parla. Perché? Ci siamo rotti di questa situazione. Dobbiamo stare tutti vigili e dare piena collaborazione ai carabinieri, che hanno bisogno del nostro aiuto. Segnaliamo ogni movimento strano». Nel febbraio scorso ad un noto professionista della zona entrarono in casa addirittura mentre la famiglia stava mangiando nella taverna. Al primo piano dell'appartamento i ladri portarono via soldi e oggetti preziosi per un valore di tremila euro. Lucio, in passato amministratore al Comune di Roccastrada, conferma il disagio: «Certi episodi stanno diventando insopportabili per la popolazione, abituata da sempre a vivere in un territorio tranquillo. Cosa fare? Io credo che si debba partire da un confronto con gli enti pubblici, le forze politiche e le forze dell'ordine. Anche per evitare reazioni sciocche e pericolose. Propongo quindi di utilizzare Facebook per organizzare una risposta civile». Sulla stessa lunghezza d'onda Manuela: «Le forze dell'ordine hanno bisogno di noi perché non possono controllare tutto il paese nello stesso momento. Credo sia giusto utilizzare Fb per parlarne». E di recente qualche "escursione" ha riguardato anche le vicine frazioni di Sassofortino e Roccatederighi. Identiche le modalità: furti in case abitate, approfittando dell'assenza dei proprietari. Modalità che fanno pensare ad una banda ben organizzata. Piani terra, ma anche primi e secondi piani, non fanno differenza. E ogni furto è correlato ad altrettante denunce presentate alle locali stazioni dei carabinieri.
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