Il Tirreno

Grosseto

Bolkestein, pressing sulla Regione

<b>SINDACO.</b> Luigi Bellumori nell&#146;incontro a Livorno sulla direttiva Bolkenstein
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SINDACO. Luigi Bellumori nell’incontro a Livorno sulla direttiva Bolkenstein

Incontro di quattro Comuni a Livorno per discutere dei rischi della direttiva

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 CAPALBIO. Pressing del Comune di Capalbio sulla Regione per «impedire l'immediata applicazione della direttiva Bolkestein ed escludere le imprese turistiche esistenti dall'evidenza pubblica».  Quattro comuni costieri toscani con capofila Capalbio si sono incontrati lunedì a Livorno per discutere sugli effetti dellla direttiva comunitaria sul turismo balneare: ne è nato un documento unitario (una "mozione Maremma") in cui si chiede alla giunta regionale un impegno preciso in tema di demanio marittimo.  Dopo aver ricostruito le varie tappe della direttiva, i primi cittadini di Capalbio, Forte dei Marmi, Viareggio e Livorno hanno «espresso la necessità e l'urgenza comune - dice Bellumori - di indicare in maniera puntuale le istanze dei territori sulla direttiva e sul suo impatto sulla filiera turistico-ricettiva e balneare esistente».  Alla fine dell'incontro, durato due ore, è stata «assunta una "sintesi" delle determinazioni dei consigli dei comuni costieri maremmani. L'assemblea dei sindaci presenti ha stoppato le conclusioni tecniche predisposte dalla Regione e adottato un documento per impegnare la giunta e il consiglio regionale ad agire, in tutte le sedi istituzionali, perché Governo e Parlamento compiano tutti gli interventi legislativi del caso affinché le attività turistico ricreative esistenti siano escluse, alla pari con altri tipi di attività, dall'applicazione della direttiva Bolkestein nell'ordinamento italiano».  L'impegno della giunta regionale - come richiesto dai Comuni costieri toscani presenti - dovrà riguardare «l'introduzione di un regime significativo di "salvaguardia" dell'attuale sistema balneare, all'interno del quale scoprire le soluzioni più giuste per salvare gli obiettivi di interesse generale». Nello specifico, lo scopo è anche quello di «assumere tutte le iniziative, sia in sede di conferenza Stato-Regioni che in forma autonoma, nei confronti del Governo e dell'Unione europea per elaborare un decreto legislativo per il riordino e la disciplina della materia, così da eliminare l'azzeramento del comparto turistico balneare esistente, escludere dall'evidenza pubblica le imprese turistico-ricreative esistenti e prendere provvedimenti per evitare la distruzione di un settore economico, vitale per l'economia toscana e fondamentale per conservare e sviluppare la capacità di attrazione del turismo balneare, risorsa indispensabile del turismo della nostra regione».  Alla giunta regionale è infine chiesto di «investire subito gli uffici legislativi regionali del compito di predisporre - nel caso in cui l'appello al Governo e alle istituzioni comunitarie dovesse restare inascoltato - provvedimenti di legge e atti amministrativi per impedire che l'immediata e automatica applicazione della direttiva Bolkestein snaturi per sempre l'offerta turistica balneare della regione e ne pregiudichi le specificità e potenzialità, riconoscendola come patrimonio da difendere e da salvaguardare nell'interesse dell'intera regione».  Il tutto «senza escludere l'appello presso le istituzioni europee, ivi compresa la Corte di Giustizia».

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