Finanza
Le vicende di bancarotta fraudolenta collegate al fallimento dellImmobiliare 82
Berti prosciolto in appello
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IMPRENDITORE Mario Berti Cancellata la condanna di 4 anni emessa in primo grado
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FIRENZE. La terza sezione della Corte di appello di Firenze ha assolto Mario Berti, 72 anni, imputato per le vicende di bancarotta fraudolenta legate al fallimento della Immobiliare 82, di cui secondo l'imputazione era amministratore di fatto. Berti, assistito dall'avvocato Alessandro Risaliti, era stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione. Dopo l'esposizione del relatore, durata circa mezz'ora, la Procura generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. Il difensore, in circa 40 minuti, ha ripercorso i punti salienti dell'atto di appello, sostenendo la formale estraneità di Berti alla società: «Il dibattimento ha dimostrato che non svolse nessuna attività». La corte presieduta da Crivelli si è poi pronunciata per la riforma della sentenza di condanna e ha prosciolto l'imprenditore per non aver commesso il fatto. Motivazioni entro trenta giorni. A Berti veniva contestata una distrazione di somme per quasi 3 miliardi di vecchie lire, riscosse nel periodo 1990-1993 dalle mani degli acquirenti degli appartamenti e che sarebbero state utilizzate per fini estranei alla gestione aziendale: non transitate nella contabilità sociale, sarebbero ricomparse nel 1993 in seguito a provvedimenti di sanatoria fiscale e all'emissione di fatture per le compravendite. La srl aveva realizzato numerose lottizzazioni, a Grosseto (Poggiale e Braccagni) e Orbetello (Meta e Laguna Blu). Al termine di un processo lunghissimo, in cui erano stati ascoltati decine e decine di testimoni, il collegio aveva accolto in toto la richiesta del pm Navarro. I giudici avevano riconosciuto Berti colpevole delle accuse - fatta eccezione per la bancarotta fraudolenta documentale - e lo avevanno dichiarato inabilitato all'esercizio di impresa commerciale e incapace ad esercitare ufficio direttivi in qualsiasi impresa per 10 anni. Era stato applicato il condono fino a 3 anni. Berti era stato anche condannato a risarcire in separata sede la parte civile, cioè la curatela fallimentare; intanto con una provvisionale di 10mila euro. Estinta per prescrizione, invece, la contestazione relativa alla tenuta irregolare dei libri e delle scritture contabili e all'aggravamento del dissesto societario mediante l'omissione della convocazione dei soci (1992). In tutte le accuse, Berti era coimputato con Carlo Fantini che nel gennaio 2005 aveva patteggiato 3 anni. Fantini era imputato in qualità di socio e amministratore unico dal dicembre 1987. Berti anche perché interessato alla Immobiliare 82 mediante la Sofis Servizi srl che ne deteneva metà del capitale sociale. Una tranche del fallimento aveva vissuto una prima assoluzione a Grosseto per non aver commesso il fatto (2003 - rito abbreviato) e una condanna in appello (2005 - 2 anni e risarcimento della parte civile): secondo l'imputazione, Claudio Uccelletti e Luciano Baglioni erano stati ritenuti pienamente inseriti nel gruppo. P.S.
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