Il dolore
Balneari, ecco i sopralluoghi
Enrico Pizzi
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MARINA. Stabilimenti balneari sul lungomare Il Demanio verificherà le strutture: arriva la stangata
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GROSSETO. Dal rischio di perdere tutto, perché le concessioni demaniali saranno messe in gara, al rischio, ancora più concreto, di vedere aumentati del trecento per cento i canoni demaniali: è un fuoco di fila quello che sembra essersi aperto, ormai, contro le imprese balneari. Non c'è, infatti, solo la direttiva Bolkestein che crea incertezze sul futuro, ma c'è anche una spada di Damocle più vicina, che rischia di mettere in serie difficoltà gli stabilimenti balneari. Da domani, infatti, partiranno i sopralluoghi dell'agenzia del demanio per verificare la precarietà o meno delle strutture e «nel caso in cui non fossero ritenute facilmente rimovibili - ha ricordato l'assessore al demanio del Comune di Grosseto Giancarlo Tei - è previsto un aumento del canone del 300 per cento e potrebbero essere richiesti anche gli arretrati a partire dalla data di realizzazione di ciascuna struttura», senza contare che strutture inamovibili, realizzate su terreno demaniale, potrebbero essere incamerate come proprietà dello Stato. Uno spettro, quello dei sopralluoghi dell'Agenzia del demanio, che l'assessore Tei ha detto di temere quasi più delle conseguenze della Bolkestein. Anche Walter Maretti, rappresentante del sindacato dei balneari, ha manifestato la sua preoccupazione. L'altro spettro che aleggia sul settore è quello della direttiva Bolkestein che prevede la necessità che tutte le concessioni siano affidate sulla base di una gara. La questione è stata affrontata, ieri, in un incontro tra l'amministrazione comunale e gli addetti ai lavori. Il sindaco Emilio Bonifazi ha annunciato che nel prossimo consiglio comunale sarà portata una mozione con cui il Comune si schiera a fianco delle imprese balneari. L'assessore al turismo Giovanna Stellini ha spiegato che il Comune sta manifestando e manifesterà fermezza, perché «chi ha investito deve avere certezza di lungo periodo», ma la Bolkestein di certezze non ne dà. Tei ha parlato degli emendamenti proposti dai Comuni per la legge regionale che dovrebbe regolare la materia, ma è parso scettico sulla possibilità che la Regione li accolga senza un intervento del legislatore nazionale. L'obiettivo sarebbe quello di sottrarre gli stabilimenti balneari dalle previsioni della direttiva europea, come ha spiegato il direttore dell'Ascom Paolo Regina, ma per Tei occorre anche preparare un "piano B", prepararsi, cioè, ad affrontare l'evenienza di una gara rafforzandosi attraverso consorzi che possano competere con gli appetiti delle multinzionali. Sempre che il demanio e le concessioni restino di competenza dei Comuni, e non finiscano in mano a fondi comuni previsti dal decreto Salva Italia. «I Comuni - ha detto tei - sarebbero espropriati, e la direttiva sarebbe applicata facilmente».
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