Il Tirreno

Grosseto

«Anche i sindaci si schierino»

<b>CASE.</b> In costruzione accanto alla chiesa
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CASE. In costruzione accanto alla chiesa

Bizzarri e l'Ici alla Chiesa: una questione di equità

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 SCARLINO. E' cattolico, a favore dei crocefissi nelle aule scolastiche ed anche dell'8 per mille. «E' una libera scelta del cittadino» dice. Ma il pagamento dell'Ici da parte della Chiesa è qualcosa di diverso per il sindaco di Scarlino. «Penso sia onesto che anche i sindaci prendano posizione nella discussione» dice Maurizio Bizzarri allargando il suo invito.  «In un momento difficile come questo, in cui i cittadini sono chiamati a fare sacrifici per il Bel Paese, è giusto che ognuno faccia la propria parte con equità, secondo il principio del "paghiamo meno, paghiamo tutti"» dice lo scarlinese.  Anche il Vaticano, quindi. E non occorre che la svolta arrivi dall'alto, come spiega Bizzarri. Per far pagare l'Ici anche alla Chiesa, basta prendere la situazione in mano. «La posizione della Cassazione è chiara: - dice il sindaco - le amministrazioni locali non devono attendere una nuova legge per bussare alle casse della Chiesa, per ora esclusa dal pagamento (anche dalla nuova manovra)». Perché «i sindaci, volendo, possono richiedere tale pagamento alla Chiesa, in attesa che la Commissione Europea, dopo un ricorso dei Radicali, concluda la nuova indagine il cui esito è ancora sospeso. Ma già da ora per la Cassazione gli aiuti dello Stato - che non siano preventivamente comunicati alla Commissione Ue e da questa approvati - nei confronti di chiunque offra beni e servizi sul mercato vanno considerati illegali e i sindaci dovrebbero dunque chiedere il pagamento dell'Ici agli enti ecclesiastici. E i giudici dovrebbero dargli ragione in caso di ricorso». In questo modo la commissione tributaria regionale ha dato ragione al Comune di Scarlino nel contenzioso con la Diocesi di Grosseto, ribaltando la pronuncia in primo grado. Quei terreni a Pian d'Alma, infatti, sono edificabili e per questo soggetti al pagamento dell'Ici, che nel caso specifico ammonta a circa 9mila euro. «Questo è un esempio di tutela della legalità. -conclude Bizzarri- Sono cattolico e solo due anni fa ho fatto una personale crociata a favore dei "crocifissi nelle scuole", ma ciò non toglie che in un momento in cui tutti siamo chiamati a regole di equità e giustizia sociale, sia fermamente convinto che non ci debbano essere sconti neanche per il patrimonio immobiliare del Vaticano, seppur messo a frutto commercialmente, perché è giusto che anche la Chiesa debba adeguarsi e seguire sia le leggi dell'economia che dello Stato italiano».  Per quanto rammenti la sua fede cattolica, quello del sindaco è un ragionamento con marcati punti di laicità. Un ragionamento che ovviamente si contrappone a quello delle aree cattoliche. La Diocesi di Grosseto è intervenuta ieri nella discussione. «L'apetto più preoccupante del dibattito - scrive in una nota - è il "disconoscimento" del valore che ogni associazione o gruppi di volontari porta alla società. Perché attaccare il nostro sistema di solidarietà, legato a un sistema di volontariato, di cui la Chiesa cattolica è un numero importante, è da irresponsabili». Alfredo Faetti Altro servizio a pagina 12  

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