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Grosseto

Incubo sfratto per 180 famiglie

Incubo sfratto per 180 famiglie

L'allarme dei sindacati degli inquilini: affitti insostenibili

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GROSSETO. 180 sfratti in arrivo nel giro di pochi mesi, 1000 famiglie in lista d'attesa per la casa popolare e quelle a disposizione si contano sulle dita di una mano, soldi finiti per il contributo agli affitti, mentre la manovra del governo inasprirà le tasse ai proprietari, grandi e piccoli: l'emergenza casa, in Provincia, sta diventando una tragedia. Le tre associazioni degli inquilini e dei piccoli proprietari (Sunia, Sicet e Uniat) lanciano l'allarme. E non solo: domani saranno a Roma a chiedere al governo Monti di mitigare l'effetto della reintroduzione dell'Ici, camuffata cambiandole nome in Imu, almeno con la proroga degli sfratti e con misure di sostegno alle famiglie che non riescono a pagare l'affitto.

«Nella manovra varata in questi giorni dal governo - dicono Demetrio Cozzupoli del Sunia, Giancarlo Digioia del Sicet e Vincenzo Aquilino dell'Uniat - le entrate previste dalla modifica della imposizione fiscale sulle abitazioni sono assolutamente rilevanti ed incidono, sulle famiglie proprietarie della sola abitazione in cui vivono e sugli inquilini che rischiano di subire ulteriori aumenti su affitti che già hanno difficoltà a pagare. Per garantire equità ai proprietari dell'unica abitazione in cui vivono va aumentata la misura della franchigia sulla prima casa per tutelare le famiglie a più basso reddito, compensando tale misura con la introduzione della progressività dell'imposizione sulle seconde e terze case.

E sul fronte degli affitti che, a causa dell'aumento della tassazione della proprietà rischiano di aumentare ulteriormente, appare insufficiente la previsione di una aliquota minima dello 0,4% applicata genericamente agli appartamenti locati». Per questo domani le tre sigle saranno a Roma: «Chiederemo di rinnovare per il prossimo anno la proroga degli sfratti e di adottare ulteriori misure di tutela per quei nuclei familiari in affitto che non riescono a pagare i canoni a causa della crisi e per la perdita del posto di lavoro. E poi deve esseere ripristinato del Fondo Sociale per l'affitto, quasi azzerato dal precedente Governo.

Inoltre, potrebbe essere utilizzata una quota delle maggiori entrate derivanti dalle imposte sulla casa per rilanciare l'offerta dell' edilizia residenziale pubblica, la sola in grado di affrontare l'emergenza e soddisfare la domanda abitativa delle fasce sociali più deboli». Anche perché a Grosseto la situazione è drammatica: «Ci prepariamo ad affrontare - aggiunge Cozzupoli - 180 sfratti, la maggior parte dei quali per morosità incolpevole, in quanto in famiglia si è perso un posto di lavoro e non si riesce a pagare il canone. Quando i proprietari scaricheranno l'Imu sugli affitti, con aumenti, cosa accadrà? E il fondo per l'aiuto alle locazioni è azzerato. Si pensi, inoltre, che in lista per le case popolari ci sono mille famiglie e ne sono state assegnate appena un paio. Insomma, non è un'emergenza, è un dramma. Siamo davvero preoccupati».

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