Il Tirreno

Grosseto

«Che amarezza, mi sento umiliata»

Elisabetta Giorgi
<b>VOLTO TV.</b> Mirella Rossi, popolare conduttrice di Teletirreno da cui &egrave; stata licenziata
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VOLTO TV. Mirella Rossi, popolare conduttrice di Teletirreno da cui è stata licenziata

La rabbia e lo sfogo di Mirella Rossi, volto storico dell'emittente, licenziata dopo 10 anni

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 GROSSETO. «Non pensavo di meritare un comportamento del genere: un colpo di spugna ha cancellato 10 anni di lavoro. I sentimenti che provo? Amarezza, delusione, umiliazione e tanto compatimento».  Mirella Rossi, volto storico di Teletirreno ma anche popolare "voce" della maggior parte degli spot maremmani, è nel gruppo dei sette lavoratori che ha deciso di far causa all'emittente di Piero Barbagli, diretta da Giancarlo Capecchi.  Professionista di lungo corso, alla tivù locale ha deciso di far causa, ma tiene a puntualizzare di non essere una "ribelle". «Impugnando i contratti - dice - noi non stiamo attaccando l'azienda ma ci stiamo difendendo in modo legittimo».  Giornalista (anzi ex, visto che non le è stata più concessa la tessera); speaker professionista, copyrighter, autrice di testi e programmi, conduttrice, formatrice in corsi di comunicazione e presentatrice di programmi e serate. Nell'81 iniziò a fare radio con Radio Grosseto passando poi a emittenti nazionali. Già collaboratrice esterna per la Rai, col direttore di Teletirreno, racconta, «iniziai il rapporto professionale quando lui era ancora a Telemaremma. Nel maggio '99 scelsi di lasciare quest'ultima per collaborare con Capecchi a Teletirreno: inizialmente come freelance e poi con un'assunzione. Il direttore mi assegnò l'incarico di coordinare, condurre e sviluppare il settore pubblicitario con la qualifica di impiegato "di concetto"...». La Rossi tiene a dire di aver avuto, in questi anni, un ruolo «fondamentale per la parte relativa alla produzione e alla cura degli sponsor e dei prodotti di promozione. Al di là dei compiti per cui ero pagata - racconta - ho fatto anche attività che non rientravano nella qualifica per cui ero stata inquadrata. I programmi che ho ideato e condotto penso che abbiano portato grande vantaggio all'emittente; ho anche collaborato col tg facendo tantissimi servizi pur non facendo parte della redazione. E certo non erano attività di un dipendente "generico" di terzo livello come sono stata apostrofata durante un editoriale...». Oggi che è stata licenziata di punto in bianco insieme agli altri, se c'è qualcosa che può dire «è quella di aver dato tanto mentre quello che ho ricevuto è sotto gli occhi di tutti». Alla resa dei conti, «l'impressione che noi lavoratori ricaviamo è che il percorso che ha portato al licenziamento abbia avuto una gestazione superiore a quella emersa negli ultimi tempi, e che i propositi della proprietà siano iniziati ben prima degli incontri nei quali ci sono stati chiesti sacrifici...». Alla fine la situazione creata «è stata solo la conferma delle pessime sensazioni ricevute nelle ultime settimane di agosto, quando avvertivamo che nell'aria c'era qualcosa ma nessuno ci diceva niente». La delusione maggiore? A giugno la proprietà stessa chiese ai dipendenti di firmare una riduzione degli stipendi; la cosa fu posta come condizione per evitare sacrifici ben peggiori (cioè appunto i licenziamenti). «Noi firmammo ma a settembre il licenziamento arrivò lo stesso. Il giorno che mi arrivò la lettera a casa fu una doccia fredda: avevamo capito che ci sarebbe stata una riduzione di personale, ma non ci aspettavamo una chiusura dell'emittente. Un colpo di spugna ha cancellato 10 anni di lavoro di seri professionisti, mettendo tutti sullo stesso piano e non valorizzando le professionalità. L'amarezza maggiore? È stata quella di essere stati "usati": all'inizio Teletirreno ci era stata prospettata come una grande famiglia. Non così è stato alla fine quando si è rivelato un ambiente con persone da spostare e usare a piacimento. Ora alla nuova emittente auguro ogni bene. Io ritengo di poter dare ancora tanto: ho grinta e tanta voglia di fare nel mercato della comunicazione».

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