Il Tirreno

Grosseto

A rischio anche l'ippodromo dei Pini

<b>APPELLO</b> Lanfranco Dettori con la maglietta dedicata all&#146;ippica italiana
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APPELLO Lanfranco Dettori con la maglietta dedicata all’ippica italiana

I tagli su emolumenti e montepremi colpiscono tutto il settore Appello di Dettori, il più grande fantino italiano: salvate l'ippica

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 FOLLONICA. Il più grande fantino italiano, Lanfranco Dettori, lancia l'appello dal dorato mondo giapponese: "Save italian racing". Salvate l'ippica italiana. Un grido disperato a meno di venti giorni dall'annunciato default delle corse al trotto ed al galoppo nel Belpaese. La crisi, infatti, attanaglia e non poco anche il mondo ippico e gli annunciati tagli anticipati dall'Unire (montepremi, emolumenti agli ippodromi e tutte le voci di bilancio ridotte almeno del 40%) hanno causato la rivolta in massa di tutti gli operatori, pronti ad incrociare le braccia dal 1º gennaio 2012.  Stavolta però a minacciare l'astensione sono tutti, indistintamente: dai guidatori agli ippodromi, nessuno vuole accettare il drastico taglio al bilancio dell'ente ippico nazionale, frutto di un movimento scommesse tragicamente in calo ormai da parecchi anni senza però che nessuno abbia pensato a modificare il meccanismo, rendendo quindi la scommessa ippica più allettante di quanto non siano adesso gratta e vinci, videolottery e casino on line.  E' dei giorni scorsi la notizia che l'ippodromo Arcoveggio di Bologna, storico impianto nel cuore della città felsinea e fra l'altro uno dei più curati e frequentati in Italia, ha annunciato la chiusura dal 1º gennaio in assenza di un piano di rilancio dell'ippica e di una manovra che eviti il drastico taglio degli emolumenti agli ippodromi, che proprio grazie al contributo statale riescono a coprire la maggior parte dei costi. La posizione di Bologna è la stessa degli altri impianti associati a "Federippodromi", mentre più sfumata è la posizione di "Uni", l'altra associazione che raggruppa gli ippodromi italiani più piccoli, che ha invece proposto un taglio più ragionato delle risorse per tutti.  In mezzo il mastodontico ippodromo dei Pini di Follonica, che ha scelto la fase storica meno adatta per entrare nel mercato; per gennaio e marzo era già in previsione la chiusura, per poi riaprire i cancelli a febbraio e nella stagione primaverile, ma anche la struttura del Golfo vedrà ridotti drasticamente i contributi, nonostante tenere efficiente un impianto come quello follonichese costi, soprattutto in manutenzione. In queste ore fervono incontri e trattative, con gli appelli rivolti principalmente a ministero e monopoli per una immediato e serio progetto di rilancio.

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