Il Tirreno

Grosseto

Beve varechina, giallo a scuola

Francesca Ferri
<b>ALDI</b> Il liceo di Manciano dove il giovane ha bevuto la varechina
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ALDI Il liceo di Manciano dove il giovane ha bevuto la varechina

A Manciano un 19enne si è sentito male. La preside: «Una svista»

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 MANCIANO. Un sorso a una bottiglia, uno strano sapore in bocca, poi il malore e la corsa al pronto soccorso. Poteva finire nel dramma l'incidente capitato ieri mattina al Liceo scientifico di Manciano. Uno studente di 19 anni si è sentito male dopo aver sorseggiato acqua da una bottiglietta che conteneva Ace Gentile, la varechina "light" a base di sostanze altamente irritanti in uso nella scuola.  Tutta da chiarire la dinamica. Le prime voci, che si sono rapidamente rincorse dentro e fuori la scuola, parlavano di una bravata o comunque di un gesto volontario del ragazzo. Così riferiscono anche le forze dell'ordine che, però, dopo verifiche informali non sono intervenute direttamente.  Questa versione viene, invece, esclusa categoricamente dalla preside, Maria Grazia Trani, secondo cui il ragazzo avrebbe involontariamente scambiato per sua la bottiglietta dell'acqua. «La mia è una ricostruzione fatta sulla base di quanto mi hanno riferito i docenti della scuola dato che io non ero presente», spiega Trani, che è dirigente scolastico anche dell'Istituto geometri di Grosseto e dello Zuccarelli di Pitigliano, che fa capo al Liceo mancianese.  Trani, in quel momento, si trovava a Grosseto ed è venuta a conoscenza dell'incidente dalla stampa. Dopo una serie di telefonate per verificare l'accaduto, spiega: «Il ragazzo ha chiesto di uscire dall'aula. Deve aver preso una bottiglia d'acqua al distributore di bevande e poi è andato al bagno, lasciando la bottiglia nell'antibagno dove ci sono anche i prodotti per pulire. All'uscita deve aver scambiato inavvertitamente la sua bottiglia con un'altra, forse sovrappensiero».  Il ragazzo avrebbe preso un sorso. «Ma si è subito accorto che non era acqua - prosegue la preside - e ha sputato immediatamente». I custodi hanno chiamato il 118. «Nel frattempo un'insegnante, che stava tenendo lezione in un'altra aula, ha sentito del trambusto nel corridoio, si è affacciata, ha visto che il ragazzo stava vomitando e ha chiamato sua madre».  A quel punto, secondo quanto riferisce la preside, il ragazzo avrebbe detto di star bene e di non volere le cure dei sanitari. Ma la mamma, medico della zona, arrivata a scuola nel frattempo, lo ha accompagnato al pronto soccorso di Orbetello.  Qui lo studente è stato visitato, sottoposto alle terapie del caso e alla gastroscopia per escludere che il liquido avesse raggiunto esofago o stomaco. Dai controlli sono emerse lesioni non gravi. Il ragazzo è stato dimesso nel pomeriggio. La madre non ha voluto rilasciare commenti ma, al rientro a casa, sia lei che il figlio hanno ricevuto una telefonata della preside. «Conosco bene questo studente - spiega Trani -. A prescindere dai voti che consegue, è molto attivo, partecipa alla vita dell'istituto e non mi risulta che ultimamente avesse dato segni da far presagire un gesto volontario. Per di più me lo ha confermato al telefono poco fa: è stato solo un incidente».  Se questa versione sarà confermata, rimane da chiarire cosa ci faceva varechina delicata dentro una bottiglietta d'acqua, oltretutto considerando che l'Ace Gentile è un prodotto dal forte odore e di colore verdognolo, difficilmente confondibile con dell'acqua.  «La scuola non può fare inchieste interne, perché questo compete ai carabinieri - conclude la dirigente scolastica Trani - ma certo prenderò provvedimenti perché una preside non può venire a sapere certe cose dalla stampa. Per il resto la procedura di intervento è stata corretta».

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