Proteste
Torna la tassa sui passi carrabili
Enrico Pizzi
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PASSO CARRABILE. Arrivano sulle strade provinciali Sarà una "concessione" modulata sul tipo di attività
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GROSSETO. Ci saranno rigore, sviluppo ed equità nella manovra che la Provincia si prepara ad approvare con il bilancio di previsione per il 2012, e ci sarà anche l'introduzione, dopo anni di disapplicazione, della Tosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico che sarà trasformata in concessione (Cosap). La Cosap andrà a colpire la miriade di passi carrabili che si affacciano sulle strade di competenza provinciale, circa 1800 chilometri. Marras sottolinea che la Cosap non colpirà in maniera eccessiva né colpirà tutti in modo indiscriminato, ma un particolare occhio di riguardo, per esempio, sarà riservato alle aziende agricole. Nell'annunciare la manovra della Provincia, Marras utilizza, non a caso, i tre cardini - rigore, sviluppo ed equità - attorno ai quali si è sviluppato anche il decreto Salva Italia, anche se sulle modalità di applicazione di questi concetti in quel decreto Marras nutre più di qualche perplessità, soprattutto in quanto a sviluppo e equità. Il presidente della Provincia ricorda, infatti, che se non è accompagnata da iniziative legate alla crescita economica, «la manovra, che è la quarta quest'anno - dice Marras - rischia di essere ancora una volta recessiva, ma in una dimensione enorme», e poi «dobbiamo chiedere di fare di più sul piano dell'equità - prosegue - dai professori dobbiamo pretendere soluzioni più complesse di quelle che consistono nell'aumentare l'Iva o il costo dei carburanti: è vero che è difficile scovare i titolari dei grandi patrimoni, ma la capacità dell'esperto deve offrire soluzioni complesse di fronte a situazioni complesse». Marras sottolinea che la manovra finisce per colpire i più deboli, ed è qui che l'inquilino di palazzo Aldobrandeschi compie un salto logico e inserisce, tra i più deboli, anche le Province che il decreto del governo Monti ha colpito con forza, seppure nell'ultima versione si rimandi tutto ad una legge dello Stato. «Le Province - dice - sono vasi di coccio schiacciati tra la volontà di potenza espressa dai Comuni e dalle Regioni e sarebbe stato di una gravità assoluta sciogliere per decreto degli organismi democraticamente eletti. In ogni caso un colpo letale all'autorevolezza dell'istituzione Provincia è stato assestato». Alle Province non resta che stare a guardare cosa succede o andare avanti come niente fosse, e la Provincia di Grosseto ha deciso per la seconda opzione. Il bilancio 2012 sarà sì "magro" - appena 57 milioni di euro contro i 117 di qualche anno fa - perché i tagli ci sono stati e ci saranno, ma sarà caratterizzato da misure di rigore, con una «robusta razionalizzazione della spesa», oltre che dalla conferma di tutti gli indirizzi della Provincia in ordine allo sviluppo economico, e, per quanto riguarda l'equità, Marras ha annunciato che sarà necessario «attivare qualche canale di entrata, ma cercando di gravare il meno possibile sui cittadini che hanno già dato tanto e non hanno più da dare».
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