Il Tirreno

Grosseto

Spiagge, Bellumori contro l'Anci

Sara Landi
<b>CAPALBIO.</b> Il litorale all&#146;altezza dello stabilimento Ultima Spiaggia
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CAPALBIO. Il litorale all’altezza dello stabilimento Ultima Spiaggia

Direttiva Bolkenstein, cinque punti per salvare l'economia locale

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 CAPALBIO. È atteso per lunedì mattina un vertice a Livorno tra i sindaci della costa toscana, l'Anci Toscana e la Regione sul tema delle concessioni demaniali e sui controversi effetti dell'applicazione della direttiva Bolkeistein ma il Comune di Capalbio fa già sapere, alla vigilia dell'incontro, che si opporrà al documento elaborato dal comitato tecnico.  Lo fa avanzando una proposta diversa, articolata in cinque punti chiave, a tutela di un settore strategico come quello degli stabilimenti balneari.  «Ci siamo confrontati - spiega in una nota il sindaco Luigi Bellumori - con le associazioni di categoria, i sindacati degli operatori balneari e i sindaci dei comuni costieri delle province di Lucca, Pisa e Massa Carrara e alla luce di questo il nostro Comune respingerà il documento richiamandosi invece ai contenuti della mozione 230 presentata in consiglio regionale a maggio e firmata da diversi consiglieri (tra loro anche la consigliera Lucia Matergi, ndc.)».  Quali dunque le priorità che secondo il Comune di Capalbio dovrebbero perseguire giunta e consiglio regionale in questo momento? In primo luogo, spiega Bellumori, occorre impedire la diretta e automatica applicazione della direttiva Bolkestein al sistema delle concessioni balneari, introducendo se necessario un regime significativo di "salvaguardia" del sistema finora esistente.  Un altro fronte d'intervento riguarda le iniziative da portare avanti, in sede di Conferenza Stato-Regioni e in forma autonoma, nei confronti del Governo e dell'Unione europea affinchè si proceda con il decreto legislativo di riordino dell'intero comparto turistico balneare e venga dichiarata l'esclusione dall'evidenza pubblica delle imprese turistico-ricreative. Questo, sottolinea il primo cittadino di Capalbio, «per evitare la distruzione di un settore economico vitale per l'economia toscana, rivendicando al tempo stesso le prerogative che la stessa Costituzione riconosce alla Regione in materia di organizzazione dell'offerta turistica regionale».  Vanno inoltre sostenute secondo Bellumori le azioni portate avanti dalle associazioni di categoria e di settore, riconoscendo la piena legittimità e la corrispondenza all'interesse generale delle loro rivendicazioni. Ma ci si deve anche organizzare in caso la battaglia contro la Bolkestein non vada a buon fine. «Gli uffici legislativi regionali - è l'appello che parte da Capalbio - devono predisporre sin da ora provvedimenti o atti amministrativi per impedire che l'automatica applicazione della direttiva snaturi per sempre l'offerta turistica balneare della nostra regione». E non viene esclusa neppure la possibilità di fare appello alle istituzioni europee, Corte di Giustizia compresa.

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