Il Tirreno

Grosseto

Lorenzo Fazzi invitato a un convegno internazionale nella provincia del Leon

Castagni, l'Amiata fa scuola

Fiora Bonelli
<b>CASTAGNI </b>a rischio Cinipide
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CASTAGNI a rischio Cinipide

Le tecniche di lotta al Cinipide "esportate" in Spagna

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 CASTEL DEL PIANO. L'esperienza dell'Amiata riguardo al trattamento dei castagni messi a dura prova dal cinipide galligeno, l'insetto cinese che sta mettendo in ginocchio il patrimonio castanicolo europeo, viene esportata in Spagna. Lorenzo Fazzi, presidente dell'associazione castagna del Monte Amiata Igp e anche presidente "Network europeo sul castagno", è infatti volato alcuni giorni fa a Ponferrada, capitale del Leon, per intervenire all'edizione 2011 di Biocastanea, evento organizzato nel polo universitario di Leon, che aveva come obiettivo di promuovere e rivitalizzare negli aspetti culturali ambientali ed economici la produzione castanicola nella regione di El Bierzo. Fazzi, inviato dalla Cia Associazione italiana agricoltori come delegazione estera assieme ai francesi, è stato chiamato a intervenire nella sua doppia veste. Come presidente dell'associazione amiatina ha relazionato sul problema del Cinipide galligeno in Toscana e in Italia, esponendo le azioni che Stato, Regioni ed enti locali stanno attuando, illustrando le strategie previste dal Piano di settore nazionale sul castagno per contenere la diffusione del Cinipide, tramite la lotta biologica e l'inserimento del suo antagonista naturale. Operazione, questa, che in Amiata è iniziata da tempo, con l'attivazione di preallevamenti dell'insetto antagonista e col lancio in castagneti campione.  «Questo insetto infestante, ormai presente in diversi stati europei - spiega Fazzi - fortunatamente non è stato ancora isolato in questa regione spagnola, ma gli spagnoli sanno bene che si tratta solo di tempo e si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati e per reagire prontamente quando sarà il momento. Dunque per la castanicoltura spagnola l'esperienza italiana e della Regione Toscana è di fondamentale importanza. Gli spagnoli, poi, hanno anche il grosso problema del cancro del castagno; e dai relatori tecnici spagnoli è emerso come la grande battaglia contro il cancro del castagno, stia dando i suoi frutti, dopo che questa malattia aveva messo a rischio enormi porzioni della produzione castanicola. Ma ora si aspettano, come è inevitabile, anche il cinipide».  Per quanto riguarda il Network europeo sul castagno, Fazzi ha parlato di piani di sviluppo e di azioni da mettere in campo. «È emersa la necessità di sviluppare il network europeo del castagno evidenziando come oltre a italiani e francesi, sia necessario che anche spagnoli e portoghesi entrino a far parte del network, per ottenere un peso specifico maggiore. E questo - commenta Fazzi - per riuscire a sensibilizzare in maniera più efficace la comunità europea sulle problematiche del castagno, sollecitando l'Ue a incrementare le sovvenzioni destinate ai produttori e all'intera filiera del castagno nella nuova programmazione agricola europea».

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