Il Tirreno

Grosseto

Il nuovo regolamento vuole abolire il servizio antincendio, in bilico 9 posti

Pegaso, torna la minaccia di Enac Sicurezza e occupazione a rischio

Francesca Ferri
<b>IL PIENO</b> I pompieri Gsa vigilano sul rifornimento di cherosene all&#146;elisuperficie dell&#146;ospedale
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IL PIENO I pompieri Gsa vigilano sul rifornimento di cherosene all’elisuperficie dell’ospedale

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 GROSSETO. L'Enac ci riprova e, questa volta, pare sulla "buona" strada per eliminare, da qui a tre anni, il servizio antincendio dalle piazzole degli elicotteri negli ospedali. Il 20 ottobre scorso l'Ente nazionale aviazione civile ha reso pubblica sul suo sito internet la bozza di nuovo regolamento di costruzione ed esercizio degli eliporti che detta nuove regole.  Oltre a stabilire dimensioni, distanze minime e certificazioni, il regolamento introduce quel che già una precedente bozza del 2009, in un'ottica di risparmio economico, aveva tentato di far passare, ovvero togliere uomini e mezzi che garantiscono la sicurezza delle piazzole degli ospedali durante il rifornimento di carburante.  Non c'era riuscito grazie a una battaglia partita proprio dalla base di Pegaso 2 al Misericordia. Da qui la protesta si era rapidamente diffusa tra le 66 elisuperfici mediche d'Italia dove lavorano oltre mille pompieri privati, che avrebbero perso il posto e lasciato le basi senza la necessaria sorveglianza antincendio.  Necessaria perché fare rifornimento a un elicottero come Pegaso, che ha un serbatoio da 900 litri di cherosene, in una piazzola che ospita un deposito carburanti da 25mila litri e che è attaccata a un ospedale ad altissima densità di persone e a ridosso delle abitazioni, non è operazione da prendere con leggerezza.  I nove addetti grossetani, dipendenti della Gsa, come i colleghi di tutta Italia hanno sempre garantito che le cose filassero liscio. Il loro è un lavoro quotidiano, delicato ma silenzioso. Con decine di voli al mese, tra trasporto di pazienti, soccorso di feriti, trasporto di organi per trapianti, se in tanti anni di servizio se non si è mai sentito parlare di incidenti è anche perché l'occhio attento e la preparazione di questi uomini ha scongiurato rischi. E da gennaio a oggi Pegaso ha volato già 1.560 volte.  Ma le buone notizie, si sa, non fanno rumore. E così l'Enac ha deciso: se non ci sono incendi, è inutile mantenere i pompieri. Dopo la levata di scudi dell'Anisa (Associazione nazionale imprese di sorveglianza antincendio) e con il supporto di Confsal, il sindaco dei vigili del fuoco, la riforma è stata congelata per quasi due anni.  Ora però Enac ci riprova. Secondo il nuovo regolamento le attuali basi Hems devono essere dotate di servizio di soccorso e antincendio se «svolgono con continuità operazioni con una media giornaliera di movimento uguale o superiore a 6 (3 voli andata e 3 al ritorno, ndr) nel semestre di riferimento». Secondo il calcolo del ministero dei Trasporti la base del Misericordia fa in media 5,1 movimenti al giorno e dunque perderebbe l'antincendio. Ma Grosseto non è l'unica, anzi. Secondo queste direttive, su 52 basi in Italia solo cinque conserverebbero il servizio (Ancona, Bologna, Ravenna, Verona, Firenze Careggi). In Toscana sparirebbe anche a Livorno (1 movimento di media al giorno), Massa (0,3) e al Santa Maria Annunziata di Firenze Bagno a Ripoli (5,1), mentre rimarrebbe a Massa Carrara dove l'elicottero è di base dentro l'aeroporto e dunque può sfruttare il suo sistema antincendio.  Anisa, trovatasi di fronte al fatto compiuto, in una lettera inviata ad Enac ne stigmatizza il comportamento e parla di «colpo di spugna». «Avete voluto, nostro malgrado, rinunciare ad ogni forma di concertazione - scrive all'Enac - su modifiche normative che porteranno, se accettate, sconvolgenti conseguenze per tutte le aziende del nostro settore». Anisa ha chiesto di aprire un tavolo di concertazione e ha convocato una riunione a fine novembre a Udine. Enac, però, non si è presentata. Nel frattempo, l'11 novembre, 47 senatori tra i quali il grossetano Franco Mugnai (Pdl) hanno presentato un'interrogazione parlamentare per far luce sul comportamento di Enac e per evidenziare che il requisito di 6 movimenti medi al giorno, indispensabile per mantenere il servizio di antincendio, è un valore «pressoché irraggiungibile - si legge nel testo dell'interrogazione - dall'attuale organizzazione dei voli sanitari italiani del 118, con palese ovvia conseguenza dell'eliminazione de facto del servizio antincendio da 20 regolarmente reso in tutte le basi Hems italiane».  Se il regolamento sarà approvato, il servizio di antincendio sarà soppresso nel giro di tre anni. A meno che Enac non si convinca che sulla sicurezza non si può risparmiare.

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