Il Tirreno

Grosseto

L'Unione dei Comuni incalza la Regione «Dateci l'agricoltura»

Fiora Bonelli
<b>UNIONE DEI COMUNI </b>Il presidente Franco Ulivieri e (in alto) la sede a San Lorenzo di Arcidosso
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UNIONE DEI COMUNI Il presidente Franco Ulivieri e (in alto) la sede a San Lorenzo di Arcidosso

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 CASTEL DEL PIANO. Riforma delle autonomie. I Comuni chiedono alla Regione di non aspettare oltre e di approvare celermente la proposta di legge regionale 95/2011. Si tratta, con questa approvazione, di dare finalmente un quadro di riferimento chiaro (e quindi le gambe concrete) alle Unioni dei comuni nate dalle ceneri delle ex Comunità montane. In altre parole si tratta di vita o di morte per le Unioni, che sono ancora nel limbo del dubbio rispetto alle deleghe che verranno loro attribuite.  Per la sopravvivenza delle Unioni stesse sarebbe infatti essenziale che ad esse andassero tutte le funzioni finora in capo agli Enti montani soppressi: «Compresa la delega dell'agricoltura», commenta a muso duro il presidente dell'Unione Amiata grossetana, Franco Ulivieri.  La sottolineatura è chiara. Fino a pochi giorni fa pareva che la Regione avesse in animo di attribuire questa delega alle Province, ma forse i venti non favorevoli che sulle Province tirano al momento, hanno stoppato l'operazione. «E comunque - dice Ulivieri - qui c'è bisogno di fare in fretta e fornire alle Unioni un quadro legislativo preciso e chiaro. È l'ora di smetterla coi giochini. Si perde tempo per privilegiare qualche centro territoriale. Non dico altro, ma dico solo che noi non ce lo possiamo permettere. A questo punto la Regione ha il dovere, a fronte dei continui rivolgimenti della normativa nazionale, di riportare i Comuni in un quadro di regole chiare e utili. La riforma delle autonomie a cui mi riferisco - prosegue Ulivieri - è caldeggiata e sollecitata con forza da Anci e Uncem. E infatti abbiamo sottoscritto, come Unione, il loro documento inviato alla Regione in cui si afferma che "la proposta di legge Nencini consentirebbe, se approvata in tempi brevi, di offrire ai comuni un quadro legislativo di regole chiare, semplici e condivise per la loro migliore funzionalità"».  Forte è insomma l'esigenza di una rapida approvazione della proposta di legge "Norme sul sistema delle autonomie locali", che si trova attualmente all'esame del consiglio regionale. «La normativa nazionale sul tema delle gestioni associate e delle Unioni di comuni ha subito nei mesi e negli anni scorsi parecchi rivolgimenti - si specifica nel documento di Cosimi e Giurlani - tutti motivati dal risparmio della spesa pubblica e non tanto dall'esigenza di riordinare l' assetto istituzionale in maniera complessiva. L'obiettivo della riforma è quello di dare attuazione della normativa statale riordinando la normativa regionale di settore e avviando al tempo stesso un più ampio percorso di riforma dell'ordinamento locale finalizzato ad accrescerne l'efficienza e ridurne i costi di funzionamento». In particolare, prosegue il documento, «con la riforma viene data attuazione alle norme del Dl 78/2010 (poi convertito in legge 122/2010) per l'esercizio associato obbligatorio delle funzioni dei comuni. La proposta di riforma prevede (recuperando e migliorando le norme della L. 37/2008 sul Riordino delle Comunità montane) l'estinzione delle Comunità montane e la loro trasformazione in Unioni di comuni: a queste ultime, si ribadisce, vengono conferite tutte le funzioni regionali che in precedenza facevano capo alla Comunità montana. Viene promossa anche la fusione dei Comuni, in particolare per i comuni obbligati all'esercizio delle funzioni fondamentali. Nuove regole anche in materia di cooperazione finanziaria tra Regione ed enti locali. E viene dato riconoscimento legislativo al tavolo di concertazione tra la giunta e le associazioni degli enti locali».

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