Il Tirreno

Grosseto

«I soldi del ricevimento ai bisognosi»

Paolo Pisani
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Paolo Pisani

Due cavalieri scrivono al prefetto Linardi: «Invece del brindisi con le autorità, offra spumante in piazza. E buoni acquisto ai poveri»

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 GROSSETO. Da due cavalieri della Repubblica, Filippo Andretta e Paolo Pisani, e da Roberto Breschi, arriva una lettera indirizzata al prefetto Linardi. Una proposta-provocazione in vista del ricevimento natalizio del 20.  «Con questa nostra nota intendiamo rivolgerle una istanza, o più esattamente un pubblico auspicio. Essendo a tutti ben noto il disagio socio economico in cui si dibatte il paese, auspicheremmo che il tradizionale appuntamento degli "auguri di fine anno", che si tiene nel mese di dicembre nei saloni della prefettura (con buffet, e cin cin augurali, con personaggi pubblici e di rilievo del mondo politico, economico e sociale della provincia) subisse, anche all'insegna di quella "sobrietà" raccomandata dal santo padre, un cambiamento».  «Anziché organizzare l'elegante e sfavillante incontro, potrebbero essere allestiti, nel grande vano sottostante il palazzo e prospiciente piazza Rosselli, dei tavoli dignitosamente imbanditi, con sopra bicchieri di carta e bottiglie di spumante italiano, per un brindisi augurale aperto e tutti. Questo naturalmente, comporterebbe un notevole risparmio e quelle somme non spese per il catering, potrebbero diventare dei "buoni spesa" da erogare a persone e famiglie bisognose. La nostra proposta, signor prefetto, non è né una provocazione, né un segno irriguardoso nei suoi confronti, ma la speranza di rispettosi cittadini (alcuni anche "cavalieri al merito della Repubblica") condivisa da molti altri, di un gesto concreto, in linea con quei tagli e sacrifici, di cui ci dobbiamo fare carico. I "buoni spesa" offerti ai bisognosi, saranno non meno pregnanti delle strette di mano date personaggi eccellenti. Saranno la gratificazione maggiore che lei potrà avere e noi auspicare. Le luci dei saloni saranno spente, è vero, mancheranno il buffet ed il momento musicale, vi sarà meno mondanità, ma sul palazzo, anche se non visibile, poserà la "stella cometa" della solidarietà. Si tratta di piccola cosa? Non lo pensi signor prefetto! È il gesto che conta, e per la gente di queste parti (quella vera e non cortigiana), anche un gesto come questo, sapesse quanto è apprezzato».

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