Il dolore
Fotovoltaico, comitati all'attacco
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FOTOVOLTAICO. Rabbia a Roccastrada per limpianto previsto ad Aratrice Volantino con 10 domande al Pd per Aratrice: «Distruggete la zona»
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ROCCASTRADA. Ormai comitati e movimenti che contestano l'impianto fotovoltaico dell'Aratrice hanno messo nel mirino l'amministrazione comunale di Roccastrada e il Pd. Da qualche giorno nel capoluogo e nelle frazioni, a Grosseto, a Braccagni, a Civitella e Paganico circola un volantino nero. Contiene dieci domande rivolte a Giancarlo Innocenti, sindaco di Roccastrada, e alla sua giunta. Lo firmano Val di Farma ed Esoride, comitati che ben conoscono la vicenda di questo megaimpianto, da 100 ettari, che potrebbe sorgere nella piana attraversata dal Gretano. Ecco le dieci domande rivolte al primo cittadino. 1) Perché volete favorire la speculazione di un solo "imprenditore", anzichè aiutare gli agricoltori ad installare piccoli impianti fotovoltaici che porterebbero un'integrazione al loro reddito, come peraltro indicato dalle direttive regionali? 2) Perché volete distruggere il turismo locale che è fatto soprattutto di territorio agrario integro con un alto valore paesaggistico? Il paesaggio non è guardare una cartolina, ma è vivere la sua bellezza diffusa. 3) Perché volete privare un territorio pianeggiante e irriguo, il cui nome richiama proprio il suo alto valore rurale, della sua potenzialita' agricola? Presto il cibo sarà un'emergenza e gli agricoltori sono il primo baluardo nella difesa del suolo. 4) Perché non avete voluto coinvolgere e informare i cittadini su una decisione così gravosa per il territorio, comunicando solo a giochi fatti? Il territorio non è degli amministratori, ma di tutti gli abitanti, di oggi e di domani. 5) Perché il vostro partito, il Pd, in un momento in cui c'è tanta necessità di trasparenza e di etica, tollera il grave conflitto di interessi per cui il segretario comunale è anche firmatario di questo progetto? 6) Siete disposti ad assumervi la responsabilità, anche personalmente, che il lavaggio ciclico dei pannelli, previsto dal progetto, non andrà ad inquinare la falda acquifera presente nel sottosuolo? 7) Siete disposti ad assumervi la responsabilità, anche personalmente, che il calore di 70º prodotto dai pannelli, per un'estensione di cento ettari non modificherà il microclima della zona, con conseguenze su coltivazioni, allevamenti, flora e fauna selvatica? 8) Siete davvero sicuri di potervi fidare delle promesse di un imprenditore che dopo aver acquisito la Isi di Scandicci (ex Elettrolux) tramite la Valerio Maioli Group (oggi in liquidazione) - promettendo di risollevarne le sorti - dopo pochi mesi ha fermato gli impianti e mandato tutti in cassa integrazione? 9) Siete davvero sicuri che non si riproporrà una vicenda simile a quella della miniera di caolino di Piloni, che nel 1999 prometteva occupazione e sviluppo turistico? I risultati? Occupazione zero, turismo zero, rovina del territorio dieci e lode. 10) Infine non pensate che il mega impianto contrasti con i buoni propositi di "puntare su fonti rinnovabili diffuse nel rispetto del territori, di seminare democrazia energetica, di fermare il consumo del suolo, di promuovere agricoltura di qualità e turismo sostenibile, di difendere la bellezza"? Perché questi obiettivi fanno parte del manifesto programmatico per la "Ricostruzione in nome del popolo italiano" presentato dal Pd il 5 novembre scorso. Ma forse a Roccastrada non è arrivato. (gb)
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