Il Tirreno

Grosseto

Il destino è nelle mani degli ex

Enrico Pizzi
Enrico Domenichelli
◗
Enrico Domenichelli

I soci di Royal Tuscany decisivi per il concordato

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. C'è ancora tempo perché la proposta di concordato fatta per Royal Tuscany Fashion Group possa avere un parere favorevole del commissario liquidatore Enrico Domenichelli e l'omologazione del giudice.  In questi pochi giorni tutto il futuro di Rt, dei suoi 24 dipendenti oggi in "affitto" ad Abbigliamento Grosseto, ma anche il futuro della Mabro e dei suoi oltre 200 lavoratori, è tornato nelle mani degli ex proprietari Antonio Di Pietrantonio e Filippo Maria Invitti oltre che dei sindaci revisori che saranno chiamati a frugarsi in tasca per recuperare una buona parte dei 2,3 milioni di euro che mancano, alla proposta di concordato, per soddisfare il Monte dei Paschi di Siena che non ha accettato che il proprio credito ipotecario fosse declassato e pagato solo per il 40%.  Resta centrale, nella vicenda, il ruolo di Mps, che si è messo di traverso al concordato, prima astenendosi dal votarlo, ma escutendo le fideiussioni rilasciate da Fidi Toscana - 500mila per il credito chirografario da 2,8 milioni e 1,1 milioni per il credito ipotecario da 3,7 milioni - e poi opponendosi all'omologa contestando la validità del voto decisivo di Unicredit che aveva consentito di raggiungere il sì da parte del 56,6 per cento dei creditori chirografari arrivando nel giorno stabilito, ma la sera, sulla scrivania di Domenichelli. La decisione di Mps di opporsi, per questa ragione, all'omologa ha sollevato più perplessità di quante non ne aveva sollevate la decisione di tenere la linea dura e non accettare un declassamento del proprio credito.  Fidi Toscana, da parte sua, avendo pagato le fideiussioni al Monte, potrebbe subentrare alla banca per la parte di debito di Rt che ha garantito, ma nell'ultima assemblea dei soci, da parte di Fidi ci sarebbe stata la disponibilità a non surrogarsi a Mps, rinunciando, di fatto, a circa 600mila euro che corrispondono più o meno al 40% della fideiussione pagata al Monte per il credito ipotecario, sempre che anche gli altri facciano passi analoghi.  Gli altri sono i soggetti nei cui confronti l'assemblea dei soci di Rt ha deciso di procedere con azioni di responsabilità chiedendo, in tutto, circa 10 milioni di euro. Si tratta degli amministratori e dei sindaci revisori di Rt dal luglio 2008 al giugno 2010, quando, dopo l'ingresso in società di Aldo Invitti, venne fuori il problema dell'indebitamento che Rt aveva maturato nel frattempo e che ammonta a quasi 25 milioni di euro.  Da parte di ex amministratori e ex sindaci revisori sarebbe stata manifestata una disponibilità di massima, non quantificata ed è di fronte a questa realtà che Domenichelli si è trovato costretto a dare un parere sostanzialmente sfavorevole rispetto alla possibilità di assolvere agli impegni del concordato. In sostanza non bastano i circa 600mila euro cui rinuncerebbe Fidi Toscana, a patto che gli altri facciano passi analoghi, per coprire il credito di Mps.  Prima dell'udienza del 15 dicembre è prevista un'altra assemblea dei soci ed è chiaro che la disponibilità, da parte di ex amministratori e ex revisori, a frugarsi in tasca fino ad arrivare ad una cifra almeno vicina al fabbisogno del concordato, farebbe venire meno l'interesse della società alle azioni di responsabilità, ma soprattutto metterebbe Domenichelli in condizione di portare la proposta di concordato davanti al giudice con un parere favorevole.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa