Finanza
Polemica. Fronte unito ambientalisti-Coldiretti nella battaglia con Scarlino Energia
«C'è conflitto di interessi»
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SCARLINO. Linceneritore Barocci e Fedi puntano il dito contro Periccioli e Scheggi
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GROSSETO. Conflitti di interessi. La vicenda dell'inceneritore di Scarlino sarebbe piena di conflitti di interessi: è ciò che denunciano Roberto Barocci, per il Forum Ambientalista e di Rete Ambiente Grosseto, e Renzo Fedi, presidente Coldiretti Follonica. I due chiedono che sia la magistratura a fare chiarezza. Primo obiettivo di Fedi e Barocci è Moreno Periccioli, attuale presidente dell'Ato Ombrone, «cioè - dice Barocci - rappresentante di 56 sindaci e dovrebbe difendere gli interessi di centinaia di migliaia di cittadini» e contemporaneamente presidente di Scarlino Energia. Di Periccioli i due non si fidano. Barocci ricorda che è lo stesso che, al tempo assessore regionale, completò, nel 1993-1994, il progetto avviato dal predecessore Marcucci, che ha consentito all'Eni «di continuare a scaricare nella miniera di Campiano sia i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione della miniera stessa, sia le famose ceneri provenienti dall'impianto acquisito poi da Scarlino Energia» e questo nonostante si sapesse che «tali rifiuti erano entrambi tossici e nocivi, come documentato e trasmesso il 27 dicembre 1993 a Periccioli dal responsabile della Usl 27». Barocci e Fedi puntano il dito anche sulle successive autorizzazioni «rilasciate da diversi assessori regionali all'uso illecito delle ceneri di pirite dell'Eni» e criticano anche la scelta della Provincia, presidente Lio Scheggi, «di autorizzare Scarlino Energia a concludere le opere di bonifica in superficie a data indefinita e a rimandare, di anno in anno, la data di inizio dei lavori di bonifica della falda inquinata». Poi ricordano che Scheggi, «finito il mandato in Provincia, dopo aver rilasciato la Via positiva a Scarlino Energia e rinviato i costi della bonifica, è stato nominato nel cda della Fondazione del Monte dei Paschi». Fedi ha messo in evidenza che in Scarlino Energia Mps è presente come detentore, in pegno, di circa 6 degli 11 milioni del capitale sociale, e come socio sia di Sienambiente che di Scarlino Holding che ha la maggioranza assoluta e che è controllata da Società Toscana Ambiente di cui Mps è socio insieme a Castelnuovese e Unieco. E quest'ultimo è un nome che ritorna in provincia - sottolinea Fedi - visto che è la società che ha realizzato e gestirà l'impianto di produzione di cdr delle Strillaie. Infine, Fedi e Barocci ricordano la vicenda della querela fatta da Scarlino Energia nei confronti dei commissari del comitato di inchiesta pubblica. «È evidente - dicono - che alla luce della sentenza del Tar i commissari dicevano la verità quando proponevano il ritiro in autotutela di una autorizzazione totalmente illegittima» invece Marras «non ha voluto ascoltare affidandosi ad un biologo dell'Università di Siena». Il professor Paolo Rabitti, che faceva parte del comitato, ha comunicato che «si riserva di esperire le opportune azioni giudiziarie attendendo l'eventuale arrivo della archiviazione della denuncia/querela». (e.p.)
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