Sicurezza
Al Chelli ora l'opzione è il Linguistico
Lorenzo Santorelli
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CHELLI. La sede di via Ferrucci Il Classico cattolico attivo per altri tre anni ma senza nuove iscrizioni Il preside Pecciarini: «Una scelta di realismo, non per disistima»
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GROSSETO. Dal prossimo anno gli studenti che volessero frequentare il liceo paritario cattolico "G.Chelli" potranno scegliere tra lo Scientifico, presente dal 2002, e il Linguistico, nuova creazione per l'istituto intitolato al sacerdote cui si deve l'apertura della biblioteca cittadina nel 1858. Il Classico resterà attivo per altri tre anni, il tempo di terminare il ciclo di studi con l'attuale quinto ginnasio, ma a partire dal prossimo anno scolastico non accoglierà più nuovi iscritti. «Non è stata una scelta di disistima ma di realismo - spiega il preside, Paolo Pecciarini - Il Linguistico avrà comunque i connotati di un vero e proprio liceo». Per la docente di inglese, Paola Biondo, saranno tre i pilastri sui quali si reggerà il nuovo linguistico: «Complementarietà tra le materie umanistiche e quelle scientifiche. Lo studio di tre lingue: inglese, tedesco e spagnolo, alle quali potranno aggiungersene altre in orario extrascolastico come francese, russo e cinese. Un apprendimento permanente attraverso metodi creativi come, ad esempio, l'approccio ad argomenti di fisica o storia dell'arte in lingua straniera». Capacità che potranno essere messe in mostra durante «i viaggi studio, gli stage all'estero e gli esami per i certificati internazionali. Ci sarà un lavoro congiunto tra insegnanti italiani e madrelingua». Una prospettiva globale che ha avuto riflessi anche sulla scelta delle due lingue da affiancare all'inglese, «che al giorno d'oggi rappresenta ciò che nell'antichità erano stati prima il greco e poi il latino», sottolinea Roberto Santini, direttore di Grosseto Export. «Il tedesco, dopo l'inglese, è la lingua più parlata in Europa e nel web - chiarisce Gabriele Baccetti, presidente della Fondazione Chelli - inoltre la Germania è un nostro partner commerciale basilare». Lo spagnolo invece «è la seconda lingua più parlata al mondo». Citando una frase rivolta da Benedetto XVI agli studenti, «aprire orizzonti sconfinati di vita», il responsabile del coordinamento delle scuole cattoliche della Diocesi di Grosseto, don Pier Mosetti, indica la missione della Chiesa che «semina per i giovani, ma a loro spetterà il raccolto». Il liceo "G. Chelli" nacque nel 1997 come Classico paritario cattolico e, dal 2002, ospita anche lo Scientifico. Attualmente è frequentato da circa ottanta studenti le cui famiglie versano una retta di 300 euro al mese per dodici mensilità. «Ma noi puntiamo ad una scuola di qualità, non di élite - si schermisce Pecciarini - per questo motivo attraverso la Fondazione Chelli eroghiamo borse di studio. Tenga presente che la scuola dell'infanzia "San Giuseppe" e la media "Madonna delle grazie" ricevono soldi dallo Stato, noi no». La Fondazione, della quale la Diocesi è "azionista" di maggioranza e nomina 5 membri su 7 del consiglio d'amministrazione. «Tutta la Fondazione, che si occupa di varie attività culturali, ha un bilancio annuo di circa un milione di euro - aggiunge Baccetti - pressappoco la metà viene investita nel liceo. Inoltre la Diocesi ha un fondo di solidarietà di 30/40 mila euro per le situazioni dei bisognosi». Questo per dire che «da noi nessuno è mai stato rifiutato per motivi di censo. Ci auguriamo che in futuro la legge riconosca la funzione pubblica delle scuole non statali anche da un punto di vista finanziario».
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