Il Tirreno

Grosseto

Va a picco la qualità della vita

Maurizio Bernardini
<b>GROSSETO.</b> Cala la qualit&agrave; della vita in provincia, secondo Il Sole
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GROSSETO. Cala la qualità della vita in provincia, secondo Il Sole

La Maremma perde 11 posizioni, male i servizi e l'ordine pubblico

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 GROSSETO. Crolla la vivibilità in Maremma. Il territorio grossetano occupa, ad oggi, la 33esima posizione tra le province italiane. Meno undici rispetto alle scorse rilevazioni. Almeno secondo il classico dossier de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita riscontrata nelle varie zone d'Italia, giunto alla 22esima edizione.  Alla propria ricerca, il maggiore quotidiano economico italiano, affianca i risultati di un sondaggio sulle 110 province italiane realizzato da Ipr marketing: due punti di confronto importanti per cercare di capire, tra stato delle cose percepite e reali, come si vive nelle varie zone d'Italia. L'indagine de Il Sole è stata condotta considerando sei ambiti, ognuno di essi suddiviso in altrettanti indicatori.  Ecco i risultati della nostra provincia.  Tutto negli standard quel che riguarda il tenore di vita: inflazione, consumi privati e ricchezza prodotta rientrano nella media italiana, così come gli importi delle pensioni per chi è a riposo ed il costo delle case al metro quadro. Male invece il trend dei risparmi che ogni abitante conserva: la provincia grossetana si ferma ad un pessimo 81esimo posto. Anche a causa di questo risultato poco felice il dato complessivo si assesta su di una mediocre 48esima posizione. In peggioramento se guardiamo il recente passato.  Ottimo invece il risultato per gli affari ed il lavoro ed in particolare per quel che riguarda la propensione ad investire e lo spirito di iniziativa, ovvero le imprese registrate ogni cento abitanti, rispettivamente 11esimo e sesto posto in Italia. Nella media l'occupazione giovanile e quella rosa, 50esimo e 53esimo posto. Buona la performance anche delle sofferenze su prestiti, che risultano poche, 34esimo posto. Male, contro ogni previsione, l'export sul Pil che frutta una poco invidiabile 91esima posizione. Al netto di questo pessimo risultato conclusivo l'indice generale riferito agli affari ed al lavoro peggiora, rispetto all'anno precedente, fermandosi al 44esimo posto.  Veramente brutta la performance maremmana nei servizi, ambiente e salute: solo il clima, 31esimo posto, salva dalla figuraccia più nera: 100esimo posto per presenza delle infrastrutture, 85esimo per ecosistema urbano, 69esimo per la sanità - viene preso in considerazione il tasso di emigrazione ospedaliera - e 75esimo piazzamento per la velocità della giustizia. Le strutture per i più piccoli sono carenti, 59esimo posto. Il risultato generale è una sconsolante 83esima posizione, in compagnia della provincia di Avellino. Pensare che la situazione, rispetto alle scorse rilevazioni è migliorata.  Saldo tutto sommato positivo invece per quel che riguarda l'analisi della popolazione, ma il dato generale, 12 posto, in ascesa rispetto agli anni precedenti, rischia di trarre in inganno: alla quinta posizione nella classifica intermedia, frutto di una bassissima densità demografica, si oppone una natalità decisamente bassa, con meno di otto bambini nati vivi ogni mille abitanti, 89esimo posto, ed un bassissimo investimento in formazione, 53 laureati ogni mille giovani, 84esima posizione. Aumentano gli stranieri regolari che sfondano la quota del 9 per cento della popolazione maremmana, un fenomeno che, se adeguatamente canalizzato, può rivelarsi positivo e determinante.  Negativo il saldo dedicato all'ordine pubblico, che peggiora rispetto alla scorsa rilevazione: la 50esima posizione finale è però tutto sommato dignitosa, in particolare tenuto presente il trend dei delitti totali, 24esima posizione, e dei 44 furti d'auto ogni centomila abitanti, 21esimo posto in Italia.  I furti in casa, nel grossetano, sono 286, anche qui ogni centomila abitanti, 63esimo posto, identica la posizione in classifica calcolando rapine e borseggi.  A differenza di quanto percepito dai residenti è infine ottimo, ed in ascesa, il risultato, settimo posto, che la Maremma segna nel campo del tempo libero: quarta e nona in Italia rispettivamente per numero di sale cinematografiche in proporzione agli abitanti e per servizi alla ristorazione e bar. Ottima l'ospitalità delle strutture ricettive, nono posto nazionale, e buoni gli spettacoli, 30esima posizione.  Le reazioni. Il presidente della Provincia, Leonardo Marras, commenta il dato: «Questo tipo di graduatorie sono soggette a forti oscillazioni per i molti parametri che prendono in considerazione. Mantengo un giudizio di estrema prudenza oggi che la Provincia perde 11 posizioni (33º posto), così come ho fatto quando in passato il dato era migliore. A pesare in negativo sono gl'indicatori riconducibili al tenore di vita, in particolare a importo medio delle pensioni, costo della vita, spesa procapite per veicoli e depositi bancari che diminuiscono per la tendenza a erodere i risparmi per far fronte al calo del potere d'acquisto delle famiglie. Ma, la nostra realtà rimane stabilmente nella fascia superiore della graduatoria».

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