Finanza
Sul monte Amiata la media di chi si toglie la vita è fra le più alte di tutta la Regione
Troppi suicidi, ora c'è chi ascolta
Fiora Bonelli
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IL PROGETTO. Ideato dal dottor Giuseppe Corlito per prevenire i suicidi in Maremma Ecco il numero verde dedicato, dai casi urgenti fino ai consigli
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AMIATA. Arriva il numero verde per la prevenzione del suicidio a servizio dell' Amiata (800-098718). Lunedì mattina, i responsabili e tutte le forze operative coinvolte nel progetto, in un convegno, hanno tirato le fila e hanno specificato come il numero funzionerà e cosa ci si aspetta. E per l'Amiata c'è attesa particolare, perché proprio questa montagna è, con le altre due SdS del casentino e delle Colline metallifere, un'area con numeri troppo alti rispetto alla media regionale: tra 8,30 e 17,47 ogni centomila abitanti, a fronte di una media, fra l'altro in decrescita, regionale che si attesta fra 6,8 (maschi) e 2,8 (femmine). Dunque per prevenire questo fenomeno, che colpisce anche i giovani, nasce questa iniziativa nell'ambito del progetto "Montagna in salute", frutto di una collaborazione tra Regione Toscana, Uncem toscana, aziende sanitarie 8 e 9. L'attivazione del numero verde è l'ultimo anello di un progetto che ha formato operatori ad hoc, ha cercato di tessere una tela per riuscire ad incrociare le delicate maglie della domanda e dell'offerta del servizio. Dunque, cosa si attiverà se una persona si rivolge al numero verde? Intanto gli psicologi e i sociologi che rispondono, si renderanno conto se il caso ha bisogno o no di un trattamento immediato. Se c'è necessità immediata (di questo segmento di intervento la responsabile per l'Amiata è la dottoressa Fabiola Angeli) verrà attivato il 118 e il paziente sarà preso in carico dell'azienda e dai servizi. Se la necessità non è immediata, (per questo segmento che copre tutta l'area provinciale, la responsabile è la dottoressa Katia Burgassi), allora l'operatore ascolterà il bisogno, orienterà la persona interessata, pilotandola ai vari referenti sul territorio, che potranno essere psicologi, strutture, assistenti sociali. E subito dopo sarà delineato il programma che il paziente sarà invitato a seguire. Al numero verde si possono, naturalmente, rivolgere tutti coloro che hanno anche bisogno di essere informati del funzionamento della rete o che vogliano comunicare delle situazioni a rischio. Insegnanti, ad esempio, che frequentano il mondo dei giovani e che hanno sovente il polso di situazioni anche difficili; genitori, parenti, amici. Tutti, insomma, che hanno bisogno di informare e di essere informati. L'obiettivo che si intende cogliere è che le persone con problemi non sono lasciate sole e anzi tutta la rete si propone come un salvagente a portata di mano. Al convegno di Castel del Piano hanno partecipato Oreste Giurlani, presidente Uncem Toscana, Claudio Franci, sindaco di Casteldelpiano e presidente Sds Amiata Grossetana, Giulio Morganti, direttore Sds Amiata grossetana, Luca Pianigiani, centro ascolto Regione Toscana, Catia Burgassi, referente n. verde Asl 9 Grosseto, Giuseppe Boncompagni, referente operatori locali, Marco Farmeschi, medico di medicina generale, Giuseppe Corlito, referente scientifico Montagna in salute. Invitati in quanto tasselli indispensabile della rete, la polizia, le associazioni di volontariato, il corpo forestale, i carabinieri, i servizi sociosanitari zonali e le unità salute mentale adulti, dipendenze, salute mentale infanzia, servizio sociale, consultorio, infermieristica territoriale, cure primarie, direzione sanitaria e 118. Il numero è attivo tutti i giorni domenica compresa dalle 8 alle 20. Contatti anche per mail: ascolto.disagio@regione.toscana.it.
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