Il Tirreno

Grosseto

Stretta su Internet e telefoni Un regolamento antisprechi per i dipendenti comunali

Claudia Della Verde
<b>COMPUTER E TELEFONI </b>Regole severe per l&#146;uso negli uffici comunali di Orbetello
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COMPUTER E TELEFONI Regole severe per l’uso negli uffici comunali di Orbetello

Vietato ogni possibile uso "privato" degli strumenti aziendali per non perdere tempo e denaro. E chi sgarra rischia sanzioni

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 ORBETELLO. No ai fannulloni, no agli sprechi: la filosofia degli ormai ex ministri Brunetta e Tremonti applicata alla Pubblica amministrazione approda, per forza di leggi e normative, anche in laguna. E si traduce in un severo decalogo per gli uffici comunali. Il Comune di Orbetello si mostra infatti inflessibile nei confronti di chi, in orario di ufficio, volesse adoperare telefoni e computer "aziendali" ad uso privato. In Comune si lavora e basta. Meglio scordarsi la tentazione di una "chattatina" su Facebook, di un accesso a qualche sito strano o di una telefonata a mammà, perché si rischiano sanzioni pesanti.  In un lunghissimo disciplinare, approvato con delibera di giunta del 29 novembre, si spiegano tutte le nuove regole imposte dall'amministrazione. Regole dalle quali nessuno è escluso e che dettano nero su bianco il bon ton del bravo dipendente.  «Nessun intervento contro persone in particolare - assicura l'assessore al personale, Luca Aldi - ma un modo per razionalizzare l'uso della telefonia e controllare le spese». E sarà pure così, ma è certo che in questo provvedimento (che è solo un adeguamento alla normativa vigente) il Comune lagunare è stato davvero "puntiglioso".  Nei 27 articoli del regolamento (più 4 allegati per la presentazione di eventuali richieste o deroghe alle restrizioni) vengono illustrate nel dettaglio le modalità di uso di computer, posta elettronica, telefoni (fissi e mobili), Internet e Intranet.  Alcuni punti sono (o dovrebbero essere) quasi pleonastici. Per esempio l'incipit dell'articolo 4 che recita «il personal computer è uno strumento di lavoro e il suo utilizzo deve essere finalizzato esclusivamente allo svolgimento delle attività professionali e istituzionali dell'Amministrazione». Ovvio che sia così, ma le successive precisazioni sui divieti che ne conseguono mostrano un campionario di atteggiamenti non proprio inverosimili: vietato, per esempio, ascoltare o scaricare film, musica e software; o anche la semplice connessione a siti «non legati ad esigenze esclusivamente di tipo lavorativo». E al proposito l'Ente fa di più, un'azione preventiva inibendo la consultazione di determinati siti web, e in particolare di quelli «inequivocabilmente non inerenti l'attività lavorativa».  Ma come sarà possibile monitorare l'atteggiamento di ogni singolo lavoratore? Semplice: tutti dispongono di una password personale identificativa, nota all'amministratore del programma (l'ufficio informatico) che può così risalire ai movimenti di ciascuno. I controlli a distanza - assicura il disciplinare - sono di tipo generalizzato, indiretto e anonimo.  E i telefoni? Anche qui arrivano i paletti. Ma in questo contesto ci sono posizioni diversificate: di fronte al "profilo aperto" del sindaco che, pur non esonerato da possibili controlli, può usare il telefono aziendale per qualsiasi comunicazione e destinazione, tutti gli altri utenti della rete dispongono di restrizioni con un cosiddetto "profilo limitato". I comportamenti giudicati inappropriati sono punibili con sanzioni disciplinari e con le azioni civili e penali consentite.  In ogni caso, come raccomanda il documento stesso, cari dipendenti ricordate almeno di spegnere il computer quando vi allontanate dal lavoro, onde evitare possibili intromissioni poco gradite.

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