Il Tirreno

Grosseto

Si schianta col kite contro un muro

Francesca Gori
<b>LA TRAGEDIA.</b> Alberto Maffei, 42 anni, ieri &egrave; stato scaraventato dal vento contro il muro di un bagnetto. Accanto, il suo giubbino salvagente e il berretto che indossava per uscire col kite
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LA TRAGEDIA. Alberto Maffei, 42 anni, ieri è stato scaraventato dal vento contro il muro di un bagnetto. Accanto, il suo giubbino salvagente e il berretto che indossava per uscire col kite

Il vento lo scaraventa addosso a un bagnetto, gravissimo a 42 anni

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 PRINCIPINA. Era la giornata perfetta, ieri, per cavalcare le onde con il kitesurf. Il vento soffiava a 18 nodi, vento di scirocco. Un vento che ha tradito Alberto Maffei, 42 anni. La sua vela si è alzata e lo ha scaraventato contro il muro di un bagnetto. Ora è gravissimo.  Un incidente dove l'imponderabile ha giocato davvero tutte le sue carte. Perché la vela, alzata sulla spiaggia, non ha nemmeno permesso a Maffei di far assaggiare l'acqua e le onde alla tavola. Lo ha fatto volare via sulla spiaggia, percorrere circa quaranta metri dalla battigia allo stabilimento balneare. Poi lo ha tirato su, scaraventandolo contro il cornicione del muro del bagnetto. Sopra alle docce. Alberto Maffei ora è in condizioni gravissime all'ospedale Le Scotte di Siena, dove ieri è stato ricoverato e operato alla testa. Nello schianto contro il muro del bagnetto, Maffei si è procurato un trauma cranico terribile. Sono stati gli amici surfisti che erano sulla spiaggia di Principina, ieri mattina, a chiamare il 118. L'ambulanza è arrivata subito, e Maffei è stato caricato a bordo verso il Misericordia. C'era bisogno di stabilizzarlo prima di trasferirlo a Siena con Pegaso. «Parlava - raccontano i ragazzi che erano con lui - e muoveva le gambe. Era cosciente». Ma la botta è stata tremenda.  Con Alberto, ieri mattina, sulla spiaggia c'era anche sua moglie che ha cercato di tenerlo, di non farlo volare via. È stata lei la prima ad accorgersi che c'era qualcosa che non andava in quella manovra. Lui reggeva la barra della vela, che ha preso il volo. Lei stava disperatamente cercando di tenerlo giù, stringendo forte il trapezio utilizzato come imbracatura. Non ce l'ha fatta. Il vento, ieri mattina, era forte. Diciotto nodi, perfetti per uscire in mare. Ma con raffiche che hanno toccato i venticinque nodi. Oltre quaranta chilometri orari, in sostanza. Quando la vela si è alzata, sul suo cammino ha trovato proprio una di queste raffiche che ha fatto cominciare a scivolare sulla sabbia Maffei. Poi la vela si è alzata. E l'uomo, non ha potuto fare altro che andare dietro a quell'aquilone da dieci metri e mezzo al quale era legato. Non ha avuto il tempo di mollare la barra, di staccarsi dal kite. È volato via, sbattendo prima in una palizzata, poi nel muro del bagnetto.  Per terra, sotto alle docce macchiate di sangue, il suo berretto e il suo giubbino, tagliato a metà dai soccorritori per salvargli la vita.  Una volta salito in ambulanza, Alberto Maffei, che gestisce un salone di parrucchieri sopra alla Conad nella zona del tiro a segno, l'Ad studio, è stato intubato. Al pronto soccorso del Misericordia è arrivato in condizioni disperate. I medici però, sono riusciti a stabilizzarlo e dopo poche ore, il quarantaduenne è stato trasferito a Siena, dove ieri sera è stato operato nel reparto di Neurochirurgia delle Scotte di Siena e poi trasferito in Rianimazione.  Quella passione per il kitesurf, Alberto Maffei l'aveva scoperta la scorsa estate. Aveva seguito il corso alla scuola Kite beach di Fiumara cominciato a maggio. Non aveva tantissime ore sulla tavola, ma aveva una passione di quelle che ti spingono a mettere la vela in mare anche a dicembre. Soprattutto quando il clima è mite come ieri. Maffei non aveva una grande esperienza. E forse è stato questo a fregarlo. A non dargli la prontezza di mollare subito la barra. Anzi, a girarla. In quel modo, la vela si è gonfiata. Poi, è successo l'imponderabile e Maffei ora lotta tra la vita e la morte.

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