Sentenza Tar, pronto il ricorso di Scarlino Energia
Alfredo Faetti
Domani o venerdì la presentazione, in azienda solo dieci dipendenti a quattro ore
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SCARLINO. Il ricorso di Scarlino Energia contro la sentenza del Tar è pronto e verrà presentato al Consiglio di Stato tra domani e venerdì. Intanto, nell'impianto si fanno ruotare le ore di cassa integrazione, con una decina di persone a lavoro al giorno. Questa è la situazione attuale all'inceneritore di Scarlino, in attesa di avere novità dal presidente Enrico Rossi. Già, perché nell'incontro tenuto in Regione due settimane fa il governatore, insieme all'assessore Anna Rita Bramerini, diede la propria disponibilità a visitare l'impianto e a incontrare i dipendenti, oggi in cassa integrazione dopo l'annullamento delle autorizzazioni all'inceneritore da parte del Tar. Ancora, però, non ci sono date ufficiali, anche se le parti si sono incontrate giovedì scorso attorno a un tavolo, a cui erano seduti il presidente di Scarlino Energia Moreno Periccioli, l'ad Luca Galimberti e i due assessori (regionale e provinciale) all'ambiente, ossia Bramerini e Patrizia Siveri. E' stata quella l'occasione per illustrare alle istituzioni le motivazioni che stanno alla base del ricorso che la società presenterà al Consiglio di Stato. Forse già domani, oppure venerdì. Il ricorso, in realtà, doveva essere già stato presentato la settimana scorsa, ma i legali hanno dovuto far fronte a un aspetto burocratico che ha ritardato l'operazione. Intanto a Pistoia si è svolto convegno nazionale sull'incenerimento e la compatibilità ambientale. Il caso di Scarlino Energia non poteva essere più attuale. Ha partecipato anche Giancarlo Sbrilli, responsabile del dipartimento Arpat di Grosseto. «L'impianto (di Scarlino ndc) sembra aver raggiunto un buon livello gestionale a garanzia del complesso sistema di controlli a cui è soggetto sulla base del piano di monitoraggio e controllo. - ha spiegato Sbrilli - Nel quadro di autocontrolli e registrazioni previsti, i controlli Arpat risultano sufficienti per avere un quadro il più possibile cautelativo dell'andamento dell'impianto e per far emergere, ove necessario, le diverse criticità». Intanto, nell'impianto è partita la cassa integrazione per i dipendenti. L'attività d'incenerimento è ferma, così come ha disposto il Tar, ma continua la depurazione delle acque, il laboratorio e piccole operazioni di manutenzione. In questo modo, è stato possibile spalmare le ore dell'ammortizzatore sociale: al momento, a lavoro a Scarlino Energia ci sono una decina di dipendenti per quattro ore al giorno.
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