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Grosseto

GLI ISTRUTTORI

«Non è uno sport pericoloso» La scuola abbraccia la famiglia

Bigozzi
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Bigozzi

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 PRINCIPINA. Lo sguardo allegro, il fisico atletico e la voglia di provare qualcosa di diverso ed emozionante. Alberto Maffei è così. A maggio, ha voluto provare a cavalcare le onde con il kitesurf. Si è rivolto alla scuola di Fiumara, a cavalcare le onde gli hanno insegnanto Sandro Bigozzi e Alessandro Tonini. I due istruttori, ieri, erano disperati. «Siamo vicini alla famiglia di Alberto - dicono - ma soprattutto facciamo il tifo per lui. È un lottatore, non mollerà». Imponderabile. Gli aggettivi che escono dalla bocca degli istruttori della scuola sono tutti dello stesso tenore. «Ma non si dica ora che è uno sport pericoloso - dice Sandro Bigozzi - perché il kite, ormai, è diventato davvero alla portata di tutti». Si impara a surfare anche a cinquant'anni, figuriamoci a quaranta. Al Kite beach Fiumara, gli iscritti sono più di mille. Tra loro c'è anche Alberto, che ora sta lottando tra la vita e la morte all'ospedale Le Scotte di Siena. Il quarantaduenne, che ha un bimbo di due anni, non è una "testa matta". Sapeva cosa fare. «Ma un principiante - dice ancora Sandro - dovrebbe sempre assicurarsi che le condizioni del tempo, quelle del vento e del mare, siano adeguate alla sua preparazione. Alberto sicuramente pensava di farcela, ieri mattina. Ma quello che è successo, conferma purtroppo che a volte ci sono situazioni nelle quali nemmeno la cautela aiuta». Incidenti. Si chiamano così proprio per questo. «Noi non possiamo fare altro che augurargli di rimettersi presto - aggiungono Bigozzi e Tonini - e di tornare sulla spiaggia, con sua moglie e con il suo bambino. Ora, l'unica cosa che conta davvero, è questa». Ora l'unica cosa che conta, è che la prognosi venga sciolta e che Alberto sia dichiarato dai medici fuori pericolo. (f.g.)

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